Sì, l’Europa è anche una questione di fratellanza

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Sabato 11 maggio l’Istituto Alcide Cervi – l’ente educativo e culturale sorto a Gattatico (Reggio Emilia) in memoria dei sette fratelli trucidati dai fascisti nel 1943 – ha organizzato il “Concerto della Libertà per l’Europa”, con la collaborazione dell’Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini dell’Emilia-Romagna. Il concerto doveva tenersi appunto  a “casa Cervi”, sede dell’Istituto, all’aperto, ma a causa del maltempo è stato spostato al Teatro Regio di Parma. In un teatro gremito, oltre all’ottima musica, ci sono stati interventi introduttivi di Albertina Soliani (presidente dell’Istituto Cervi) e di un ospite d’eccezione, Romano Prodi.

Prodi ha raccontato un aneddoto che anche in altre occasioni avevo ascoltato: “Nel periodo in cui si preparava il varo dell’Euro – ha detto – gli industriali tedeschi si rivolsero al Cancelliere Helmut Kohl chiedendogli che la Germania non aderisse all’Euro. In quei giorni incontrai Kohl e, notando la sua determinazione nell’andare avanti, gli chiesi: ‘perché lo fai’? Lui rispose: ‘perché mio fratello è morto in guerra'”. Come a dire – ha commentato Prodi – che la concordia fra i popoli europei è un valore assoluto e rappresenta un criterio superiore a qualsiasi altro.

Poi il Professore ha aggiunto – come ben sa fare – precise osservazioni sulla politica e l’economia mondiale, in cui solo se uniti potremo farcela. Ma il punto di partenza, la motivazione di fondo erano quelli dell’aneddoto: mai più conflitti e divisioni; pace e cooperazione per sempre.

Ho raccontato questo episodio perché spesso siamo, comprensibilmente, preoccupati di dimostrare la necessità e l’utilità dell’Unione Europea, a maggior ragione nel contesto del mondo globalizzato. Ma se guardiamo al fondo delle cose, sostenere il valore fondamentale dell’unità fra europei, pur con le correzioni e le innovazioni in direzione di una maggiore democrazia e attenzione ai diritti sociali, non può essere per i cattolici soltanto un dato di necessità, un’esigenza sul piano economico. Questi elementi ci sono, naturalmente, e sarebbe poco realistico non averli ben presenti. Ma per un credente, la concordia tra i popoli (a livello europeo, ma anche sul piano mondiale: quanto poco si parla dell’Onu e del ruolo che la stessa Ue dovrebbe avere nel promuovere la pace…), la ricerca di condivisione di fronte ai problemi, la collaborazione e lo scambio, l’aiuto reciproco in caso di bisogno, l’aspirazione alla fratellanza, sono valori che vanno sempre promossi, al di là delle convenienze e delle contingenze, delle difficoltà e dei problemi da superare. E’ ora di ricordarlo a noi stessi e ai nostri fratelli e sorelle nella fede.

Sandro Campanini

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