Problemi nuovi ed enormi: la Costituzione aiuta poco a individuare soluzioni

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Intervento in risposta alle domande che hanno aperto il dibattito sul nostro convegno del 29 novembre su COSTITUZIONE ED ECONOMIA

di Ferdinando Mandara

Premetto che non appartengo a nessuna delle categorie cui è stata specificamente rivolta la domanda (esperti, ai tecnici, agli economisti, agli studiosi della società, agli operatori economici, ai nostri politici e ai partiti). Sono solo un impiegato in pensione, ma visto che le risposte non abbondano …

Mi sembra che la domanda chiave del testo proposto non sia se l’orizzonte dei valori costituzionali sia valido in sé: ovviamente sì. Ma se sia potenzialmente incisivo nel guidare l’azione alla luce dell’analisi della situazione odierna. Per quanto riguarda l’analisi concordo con Mancini   che il sistema economico occidentale che domina il mondo è tutt’altro che in crisi. Se si considera sfuggente il concetto di capitalismo, non è per nulla sfuggente il fatto molto concreto che il denaro si concentra sempre di più in un numero sempre inferiore di mani. Cosicché lo sfruttamento che fino a qualche tempo fa gravava soprattutto sul terzo mondo e sui ceti inferiori dell’occidente, anche a seguito della globalizzazione ha iniziato a impoverire anche il ceto medio di questi paesi e a togliere prospettive alle giovani generazioni.

A proposito di questo problema, i principi costituzionali possono dare pochi indirizzi specifici, anzitutto perché la soluzione radicale del problema consisterebbe nell’uscire dal modello economico dominante: e questo non è un problema di “agenda politica” ma di profondo mutamento culturale.

Per di più la questione si pone a livello mondiale, mentre la Costituzione per definizione riguarda essenzialmente una specifica nazione.

Inoltre, la Costituzione non poteva prendere in considerazione problemi che quando è nata non erano percepibili. E purtroppo non sono percepiti concretamente nemmeno ora che avremmo la possibilità di conoscerli e valutarli, anche perché li tocchiamo con mano:

– Il gravissimo pericolo di un disastro ecologico e ambientale irreversibile

– Il problema della responsabilità verso le prossime generazioni, sia dal punto di vista economico che ambientale.

Quindi, più che chiedersi se il riferimento alla Costituzione è utile o meno, occorrerebbe prendere coscienza della novità dei problemi: nuovi per tipologia, per gravità e per dimensioni globali. E riflettere sulla profondità dei cambiamenti – culturali prima che politici – necessari per affrontarli adeguatamente. Come cerca di fare in modo serio la teoria della decrescita: che dai più è completamente ignorata, oppure – peggio ancora – purtroppo da troppe persone colpevolmente superficiali è considerata una buffonata.

Ferdinando Mandara

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