Crisi con vuoto cattolico. Le colpe di un’assenza

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Marco Politi, su “il Fatto Quotidiano” del 5 april (“Crisi con vuoto cattolico. Le colpe di un’assenza“), scrive che nell’attuale crisi politica italiana “spicca il ‘grande vuoto’ del mondo cattolico”. Aggiunge: “È la prima volta dal 1943 che in un tornante storico cruciale si verifica una simile assenza”, che non è “un bene per il Paese”. Di questa assenza indica tre possibili ragioni: 1) la copertura offerta dalla Chiesa-istituzione al regime berlusconiano sotto la presidenza Cei di Ruini e la sovranità limitata imposta da Bertone all’episcopato italiano; 2) la “vana ricerca di una reviviscenza di un ‘partito cattolico‘, nei convegni dell’associazionismo bianco a Todi tra il 2011 e il 2012” e la “testarda riproposizione del proporzionalismo, invece di lavorare per una limpida ed efficace democrazia dell’alternanza, redigendo un robusto programma che riprendesse il meglio delle Settimane sociali  cattoliche”; 3) il “coinvolgimento di spezzoni del mondo cattolico – sostanzialmente come pura decorazione – nell’avventura elettorale di Monti, autoinvestitosi di un’aureola degasperiana”.

 

 

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