L’ITALIA CHE NON C’È

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Raniero La Valle stigmatizza, in un suo editoriale sulla newsletter del sito « chiesa di tutti chiesa dei poveri », l’assenza dell’Italia dalla scena internazionale, dagli incontri in cui le nazioni cercano le vie per affermare i diritti dei popoli (« L’Italia non c’è »). Ma nel suo testo non c’è ancora un giudizio politico sul governo. Scrive piuttosto: «Né si dica che ciò è a causa del populismo che governa l’Italia. Non è il populismo, che è il modo spregiativo per dire “popolo”, ma l’irrealtà che oggi governa l’Italia e la rappresenta sui media, il popolo non vuole affatto la guerra nucleare né la distruzione della Terra (…). Ma se il verbo rimesso in auge e veicolato nella cultura comune è di nuovo quello dei ghetti e del razzismo, è facile che dal popolo sgusci qualche mentecatto che svelle le “pietre d’inciampo” incastonate contro l’antisemitismo nelle strade di Roma». Sei mesi fa, nella newsletter del 1° giugno, dopo la formazione del nuovo governo, La Valle aveva scritto che non intendeva darne un giudizio politico, ma solo affermare che era meglio quel governo che non il non riuscire a dare un governo al paese, e in conclusione dell’articolo, aveva detto: «Per quanto ci riguarda il criterio supremo sul quale giudicarlo è quello della salvaguardia e dell’onore offerti allo straniero».

 

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