Dove va la Chiesa?

| 0 comments

Riceviamo dall’autore questa riflessione che molto volentieri pubblichiamo

 «Il confronto non deve essere con la gerarchia ma col vangelo, confronto mai concluso». È una delle voci in una conversazione informale tra alcuni cattolici, di varie provenienze, impegnati nelle iniziative critiche ed evangeliche di questi anni.

Si legge qualche riga del teologo Pino Ruggieri:  «La predicazione di Gesù non è di credere in Dio e neppure di credere in lui. È invece il vangelo, cioè la notizia dell’approssimarsi del Regno di Dio in mezzo a noi, l’annuncio gioioso che Dio sta per instaurare il suo Regno nella vita degli uomini e delle donne. I problemi della chiesa non sono gli scandali. Il problema è invece ben più grave, è che questo vangelo non risuona più». La chiesa deve essere povera non solo di potere ma anche di cultura, e ricca di questo annuncio destinato a tutti, ma in primo luogo ai poveri, sofferenti, oppressi. Soffrire non è una virtù, ma richiama l’amore speciale di Dio: «All’uomo sfinito è dovuta pietà dagli amici, anche se si fosse allontanato dal timore di Dio» (Giobbe 6,14), cioè – commenta Ruggieri – «anche se fosse cattivo».  “Regno di Dio” si potrebbe tradurre oggi: un altro mondo è possibile, più umano, più giusto. Più vicino a come Dio lo ha sognato.

Qualcuno constata che la logica dell’istituzione uccide  questo evangelo. Non è la logica di Gesù, è la logica di Caifa: per salvare il sistema si sacrifica qualcuno. Altri riconoscono che, nonostante tutto ciò, è l’istituzione che ha trasmesso nelle generazioni la fede e i segni della fede nel Regno annunciato, e cercato con opere di giustizia nei fatti della vita. Arriva oggi questa eredità alle generazioni giovani, frastornate da culture e da fracassi molto differenti? Serio problema, sempre più avvertito.

Certo, quando è troppo deformata, l’istituzione è ostacolo all’evangelo. Un grosso scandalo è oggi il fatto che nella chiesa cattolica le donne non hanno gli stessi diritti di partecipare in tutti i servizi alla comunità: questo fa a pugni con la migliore sensibilità del mondo attuale, con la civiltà dei diritti umani, della libertà, eguaglianza, fraternità, che ha un’anima cristiana. C’è un clero giovane che fa paura per insensibilità allo spirito conciliare, come se nulla fosse avvenuto, e vive una religiosità ripiegata nel più statico tradizionalismo astratto.

Un’altra carenza è la debolezza e incertezza (quando non è compromissione) con cui i cristiani si fanno liberi e alternativi alla Bestia dell’Apocalisse (13,16-17), che è oggi l’impero omicida della finanza di rapina, sanguisuga dell’economia reale della vita dei popoli. Gesù scacciava i demoni e prescrive ai cristiani di fare lo stesso, il miracolo della gratuità che rende giustizia, per scacciare il demonio del profitto affamatore: «Date senza aspettarvi contraccambio» (Luca 6,35). È l’anticapitalismo della chiesa primitiva (ripetuto letteralmente anche da Marx): da ciascuno secondo le sue possibilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni (cfr Atti 2 e 4).

Papa Francesco fa sperare, è davvero un buon cristiano: ma riuscirà a incrinare la crosta strutturale che imprigiona lo spirito evangelico? Qualcuno teme che quella sia invincibile. Altri dice: dobbiamo fare meno discussioni, meno confronti di opinioni e più narrazioni di fatti di vita evangelica, che ci sono, per chi li sa riconoscere, e profeticamente evidenziarli. Più che aspettarla dal papa, la riforma evangelica è impegno di ciascuno.

Anche la comunione universale fra le diverse vie spirituali, religiose, sapienziali, umanitarie, è un obiettivo che può aprire la chiesa e farle meglio riconoscere e annunciare l’evangelo universale, rivolto a tutta l’umanità dall’unico Spirito santo in diversi linguaggi di speranza, quell’annuncio che noi troviamo pienamente luminoso in Gesù di Nazareth.

Ci sono tante iniziative di ricerca teologica, spirituale, sinodale, nella chiesa; c’è oggi un diffuso responsabile “prendere la parola”, e c’è il bisogno che queste realtà comunichino tra loro. (1)  Non è problema di forte organizzazione, quanto di circolazione dello spirito che soffiò nel concilio e che forse i nuovi tempi faranno soffiare di nuovo. 

e. p.  (9 maggio 2013)

 

(1) Alcuni siti: chiccodisenape.wordpress.com ; chiesadituttichiesadeipoveri.it ; statusecclesiae.net ;  viandanti.org ; vivailconcilio.it ;  noisiamochiesa.org ; adista.it ; cdbitalia.it ; paxchristi.it

Lascia un commento

Required fields are marked *.