CATTOLICI DEMOCRATICI IN CAMPO. A ROMA IL 25 NOVEMBRE

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Con l’ardimentoso titolo “Cattolici democratici in campo”, sabato 25 novembre 2017, alle 9.30, presso l’Istituto Luigi Sturzo, a Roma (Via delle Coppelle 39), si terrà un incontro introdotto da Guido Formigoni , docente di storia contemporanea all’Università Iulm di Milano e tra i promotori della rete c3dem, e dal gesuita padre Carlo Casalone, presidente della Fondazione Carlo Maria Martini. Guido Formigoni si soffermerà su “Il cattolicesimo democratico tra storia e politica”, mentre  Carlo Casalone interverrà su “Papa Francesco e la politica”. Seguirà una tavola rotonda a cui parteciperanno Franco Monaco, deputato del Pd, Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano e fondatore del movimento politico “Campo progressista”, David Sassoli, vicepresidente del Parlamento europeo, e Bruno Tabacci, parlamentare del gruppo Democrazia solidale-Centro democratico e attivo in “Campo progressista”. Seguirà un dibattito.

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  1. va molto bene continuare ad approfondire, precedendo il momento in cui l’ansia del voto prevarrà e farà, come sempre, decadere il dibattito in conflitti di schieramento; quello che continua a nuocere è questa insistenza sul cattolicesimo democratico”: è un problema che ci portiamo dietro dall’origine, da quando si volle scrivere a sottotitolo “cattolici e democratici” come se gli uni stessero da una parte e gli altri dal’altra
    sicchè sabato 25 si discuterà ancora di cattolicesimo democratico e non di cattolici “tra storia e politica”:
    che voglia di essere partito, prima che persone!
    sembra solo un’insistenza linguistica, la mia, invece ciò la dice lunga sulla psicologia di chi continua a pensare – più o meno consciamente – in termini di schieramento, prima che di scelta personale
    non ci sono bastate le maggioranze parlamentari che poi scolorirono nel localismo clientelare?
    vogliamo ripetere la storia della dc? i cui meriti affogarono nell’insufficienza culturale e politica di massa
    la strada della democrazia è lunga, ma se non la si pratica con le persone che vengono prima delle aggregazioni, si ritorna sempre al punto di partenza
    è stata la dura lezione del partitismo secolo XX
    perchè non affrontare decisamente nuovi percorsi sulla base di quello che ogni persona (qui si che si incontrano i cattolici democratici) può, sa e deve scegliere? solo su questa base ci si può organizzare per cominciare a contare davvero nei rapporti di forze

  2. Non si poteva spingere l’attenzione “cattolico democratica” un pochino più in là (Bersani, SI, Montanari, ecc.)? Domenico Cella

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