AGGIORNAMENTI SOCIALI: Democrazia e maggioranza ai tempi dell’Italicum – LA CIVILTA’ CATTOLICA: custodire l’intera creazione – IL GALLO: i timori che il programma di Francesco non trovi in tempo il compimento – SERVIR questo nostro affondare nella barbarie – ADISTA-Segni Nuovi: “la nostra patria Africa”

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“Democrazia e maggioranza ai tempi dell’Italicum”: su questo tema l’autorevole studioso gesuita padre Giacomo Costa firma l’editoriale della rivista da lui diretta, Aggiornamenti sociali (n. 6/7 2015). La sua riflessione non s’incentra sulle tecniche del conteggio e del “premi”, ma si allarga a un’analisi di come le varie esperienze e culture politiche valutano la dialettica tra maggioranza e minoranza; e, specialmente, quale ruolo si attribuiscono alle minoranze. Al di là dei dibattiti e degli scontri di questi mesi in materia elettorale, resta dunque, e Costa lo chiarisce con grande forza ed efficacia, l’interrogativo sul ruolo che una democrazia matura riserva alla maggioranza, alla minoranza e ai vari modi di partecipazione dei cittadini alle decisioni. Basti pensare al ruolo del pluralismo, al rispetto delle minoranze, alla chiarezza dei programmi e delle promesse elettorali e al loro controllo. Certo non bastano meccanismi formali: la vera democrazia è frutto di maturità, partecipazione e responsabilità e lealtà politica. Un equilibrio tra regole matematiche, passione morale, trasparenza dei soggetti, partecipazione, responsabilità dei cittadini e capacità di autentica mediazione dei politici. Sullo stesso fascicolo di Aggiornamenti sociali meritano di essere segnalati vari altri articoli e specialmente la riflessione di padre Sorge sulle radici ignaziane di papa Bergoglio, che lo portano a immaginare una Chiesa “serva e infermiera dell’umanità”. In pari tempo La Civiltà Cattolica dedica l’editoriale del n. 3960 a ricordare che, come già aveva sottolineato Paolo VI, uno dei servizi che il Vescovo di Roma è chiamato a svolgere è proprio quello di “custodire l’intera creazione” (anzitutto nella pace e nella fraternità).

È dedicato a papa Bergoglio anche l’editoriale de Il Gallo (giugno), con accenti di grande simpatia e partecipazione …e persino qualche timore per la Sua persona: “In occasione del secondo anniversario dell’elezione, si riaffacciano i pericoli che corre la sua persona, i timori che il programma di riforme suo e dei suoi elettori non trovi in tempo il compimento, come lo stesso Francesco ha confidenzialmente dichiarato. Cerchiamo di essere con lui e chi usa pregare ricordi il suo invito: ‘pregate per me, perché io sbagli il meno possibile!”. E a papa Bergoglio s’ispira anche il bel dossier sull’autorità curato per Consacrazione e Servizio (luglio-agosto 2015) da madre Cesarato, Lorenzo Prezzi, Enzo Biemmi e altri.

Servir, il mensile d’informazione del Centro Astalli per l’assistenza agli immigrati, offre continue, preziose informazioni sui problemi dell’immigrazione ma anche più ampiamente sulla realtà del mondo che sta oltre le nostre ristrette frontiere. E sul numero 5/2015 pubblica il testo di un intervento di padre Enzo Bianchi presso il centro Astalli in cui il fondatore della comunità di Bose confessa: “vorrei dirvi il sentimento di vergogna e di indignazione che provo e che rinnovo ogni giorno ormai da 15 anni per questo nostro affondare sempre più in una barbarie che nega, stravolge, calpesta quella virtù umanissima che proprio nel Mediterraneo era stata generata, si era affermata nell’antichità e poi nella storia cristiana, come la prima urgenza per il cammino dell’umanizzazione: la filoxenia greca, l’ospitalità ebraica e poi l’accoglienza cristiana … l’ospitalità praticata da Abramo nei confronti di tre stranieri sconosciuti … che erano Dio stesso”!

Sullo stesso tema dell’immigrazione e dell’accoglienza si può leggere sul n. 23 di Adista-Segni Nuovi una bella riflessione di Michele di Schiena su “la nostra patria Africa” e un intervento di Pierluigi Di Piazza, prete e fondatore del centro di accoglienza “Ernesto Balducci” di Zugliano (Ud) secondo il quale “è necessario un progetto di lungo respiro e di vera cooperazione da iniziare quanto prima coi paesi di provenienza … e contemporaneamente immediati interventi efficaci per impedire che queste persone finiscano nelle mani dei trafficanti e delle mafie …”.

(a.bert.)

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