PAPA FRANCESCO SECONDO FRANCO GARELLI, ENZO BIANCHI, DACIA MARAINI, ANDREA TORNIELLI, JOSÉ MARIA CASTILLO E LUIGI PEDRAZZI

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Franco Garelli sul Messaggero (“La rotta di Francesco: farsi carico degli ultimi”)prova a spiegare perché il viaggio a Lampedusa ha in pratica oscurato l’enciclica: “La chiesa di Francesco … è fortemente impegnata a ‘scrivere’ delle encicliche vitali, capaci di smuovere le coscienze dei credenti, di destrutturare gli apparati religiosi, di farsi carico delle ragioni degli ultimi”. Enzo Bianchi, su Repubblica, fa notare che con papa Francesco si è consumata già “La rottura finale tra la chiesa e i lefebvriani”, e, su Jesus, tocca la questione “Papa Francesco e il ritorno del tema della Chiesa povera”. Per Dacia MarainiBergoglio coglie nel segno. Il mondo ha bisogno d’affetto” (intervista al Mattino). Su La Stampa seconda puntata di un’indagine di Andrea Tornielli (“Dallo Ior alla Segreteria di Stato. La grande riforma di Francesco”). “Papa Francesco – scrive José Maria Castillo, sacerdote e teologo gesuita spagnolo, in un editoriale di “Viandanti” (tratto da un sito spagnolo: “Paura dei poveri, pura del Papa“) – non ha conferito incarichi e non ha preso decisioni clamorose. Si è limitato a mettere al centro delle sue preoccupazioni quello che ha messo Gesù al centro delle sue preoccupazioni: la sofferenza dei poveri”. Interessante, poi, la lunga lettera di luglio 2013 (“Festeggiamo la vitalità della Chiesa, e riflettiamo sul legame tra rinuncia di Benedetto XVI e intenzioni di Francesco I”) di Luigi Pedrazzi dedicata alle ultime vicende ecclesiali (nell’ambito del progetto “Il nostro ‘58”).

 

 

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