“VIVA, VEGETA, PROGRESSIVA”. LA COSTITUZIONE…

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L’Istituto Regionale di Studi sociali e politici “Alcide De Gasperi” di Bologna, insieme  ai Circoli Acli  “Renzo Pillastrini”, “Giovanni  XXIII”, “SS. Achiropita”, ha organizzato per venerdì 7 giugno 2013 alle ore 17 presso la sede provinciale Acli a Bologna Via Lame 116 il secondo Seminario sulla Costituzione (“Viva, vegeta, progressiva”). Interverranno Domenico Cella, Presidente dell’Istituto De Gasperi, e Lorenzo Gaiani, Presidenza Acli di Milano. Verrà letta e commentata la prima parte della Costituzione dando spazio alla viva voce dei Padri costituenti nelle Sottocomissioni e in Assemblea plenaria. Si allega una traccia dell’incontro, con numerosi link ai diversi documenti che verranno via via presentati. Si allega anche il testo delle mozioni approvate dal Parlamento il 29 maggio 2013 per l’avvio delle riforme costituzionali, insieme al discorso del Presidente del Consiglio. Domenico Cella commenta con le seguenti parole la decisione presa dalla maggioranza parlamentare in merito all’iter di riforma e ai suoi obiettivi:

“’La vita di questa legislatura’ sarebbe dunque legata al cambiamento della seconda parte della Costituzione, e precisamente dei Titoli I (Il Parlamento), II (Il Presidente della Repubblica), III (Il Governo), V (Le Regioni, le Province, i Comuni). Non solo il superamento del bicameralismo paritario e la riduzione del numero dei parlamentari, non solo i cambiamenti riguardanti le Province, cose da tempo prese in considerazione, cose sulle quali non sarebbero impossibili decisioni condivise.

Anche ‘la forma di Stato’, anche ‘la forma di governo’, insomma tutta o quasi la Repubblica. La riforma della legge elettorale (che sembrerebbe immediatamente necessaria per eleggere decentemente uno straccio di Parlamento) dovrà essere ‘contestuale’ e ‘coerente’ con tutti questi cambiamenti e sembrerebbe concretamente seguire, come la salmeria. Non c’è male come ripartenza ‘dai piedi’!

La riforma costituzionale toccherà inevitabilmente punti sensibili cruciali e il confronto verterà inevitabilmente, in particolare, sul modello del semi-presidenzialismo francese e dell’elezione popolare del Presidente della Repubblica  oggi proposta dal centrodestra (ma anche del ‘sindaco d’Italia’, replicato con sciatteria sulla scorta di esperienze amministrative).

Chiederemmo proprio al Presidente del Consiglio, per le sue frequentazioni con il pensiero di Leopoldo Elia, di rassicurare che non verrà comunque meno un esplicito rapporto di responsabilità del Governo nei confronti del Parlamento”. (D.C.)

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