VATICANO II. Le riflessioni di Benedetto XVI nei giorni 10, 11 e 12 ottobre. E i commenti dei principali quotidiani

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Apertura  del Sinodo sulla nuova evangelizzazione e dell’Anno della fede l’11 ottobre: Benedetto XVI interviene più volte sul tema del Vaticano II, sulla sua eredità. Riportiamo alcuni passaggi  di questi interventi, usando titolini redazionali, e rinviamo ai link dei testi integrali. Nello stesso tempo escono sui quotidiani numerosi interventi “a 50 anni dal Concilio”, anche con commenti agli ultimi discorsi del Papa. Ne riportiamo alcuni.

Gli interventi di Benedetto XVI

Liberare i documenti del Vaticano II da una massa di pubblicazioni…  Il 10 ottobre, alla vigilia dell’apertura dell’Anno della fede, nella catechesi durante l’udienza generale, Bendetto XVI dice che “i documenti del Concilio Vaticano II, a cui bisogna ritornare, liberandoli da una massa di pubblicazioni che spesso invece di farli conoscere li hanno nascosti, sono, anche per il nostro tempo, una bussola che permette alla nave della Chiesa di procedere in mare aperto, in mezzo a tempeste o ad onde calme e tranquille, per navigare sicura ed arrivare alla meta”. B.XVI. Liberare i documenti

Ritornare alla “lettera” del Concilio e peregrinare nei deserti del mondo contemporaneo portando con sé solo ciò che è essenziale… L’11 ottobre, nella Messa di apertura dell’Anno della fede il Papa tiene un’omelia nella quale, ad un certo punto, dice di aver “più volte insistito sulla necessità di ritornare, per così dire, alla «lettera» del Concilio – cioè ai suoi testi – per trovarne anche l’autentico spirito” e di aver più volte ripetuto “che la vera eredità del Vaticano II si trova in essi. Il riferimento ai documenti mette al riparo dagli estremi di nostalgie anacronistiche e di corse in avanti, e consente di cogliere la novità nella continuità”. Critica, poi, il fatto che, nel post-concilio, “molti hanno accolto senza discernimento la mentalità dominante, mettendo in discussione le basi stesse del depositum fidei, che purtroppo non sentivano più come proprie nella loro verità”.

E’ in questa stessa omelia che Benedetto XVI dice che nei decenni del post-concilio è avanzata nel mondo “ una «desertificazione» spirituale”, aggiungendo che “è proprio a partire dall’esperienza di questo deserto, da questo vuoto che possiamo nuovamente scoprire la gioia di credere”, L’omelia si conclude con l’evocazione di una immagine in cui Benedetto XVI ha voluto raccogliere il senso di questo Anno della fede: “un pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con sé solo ciò che è essenziale: non bastone, né sacca, né pane, né denaro, non due tuniche”, “ma il Vangelo e la fede della Chiesa, di cui i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II sono luminosa espressione, come pure – ha aggiunto – lo è il Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato 20 anni or sono”. B.XVI. Ritornare alla lettera ..

In questi 50 anni abbiamo visto che nella rete di Pietro si trovano anche pesci cattivi…  Alla sera dell’11 ottobre il Papa rivolge la parola e la benedizione ai partecipanti alla fiaccolata promossa dall’Azione Cattolica Italiana. Si richiama all’11 ottobre del 1962, apertura del Concilio e dice: “Eravamo felici – direi – e pieni di entusiasmo. Il grande Concilio Ecumenico era inaugurato; eravamo sicuri che doveva venire una nuova primavera della Chiesa, una nuova Pentecoste, con una nuova presenza forte della grazia liberatrice del Vangelo. Anche oggi siamo felici, portiamo gioia nel nostro cuore, ma direi una gioia forse più sobria, una gioia umile. In questi cinquant’anni abbiamo imparato ed esperito che il peccato originale esiste e si traduce, sempre di nuovo, in peccati personali, che possono anche divenire strutture del peccato. Abbiamo visto che nel campo del Signore c’è sempre anche la zizzania. Abbiamo visto che nella rete di Pietro si trovano anche pesci cattivi. Abbiamo visto che la fragilità umana è presente anche nella Chiesa, che la nave della Chiesa sta navigando anche con vento contrario, con tempeste che minacciano la nave e qualche volta abbiamo pensato: «il Signore dorme e ci ha dimenticato». B.XVI. Benedizione AI PARTECIPANTI ALLA FIACCOLATA PROMOSSA DALL’AC

“Aggiornare” non significa abbassare la fede alla moda dei tempi…   Il 12 ottobre il Papa pronuncia un discorso durante l’Udienza ad un gruppo di vescovi che parteciparono come padri conciliari al Concilio Vaticano II. Si sofferma sul termine “aggiornamento” usato da Giovanni XXIII. Un termine forse “non del tutto felice”, ma che Ratzinger  interpeta positivamente perché, dice, “ il Cristianesimo è sempre nuovo. Non lo dobbiamo mai vedere come un albero pienamente sviluppatosi dal granello di senape evangelico, che è cresciuto, ha donato i suoi frutti, e un bel giorno invecchia e arriva al tramonto la sua energia vitale. Il Cristianesimo è un albero che è, per così dire, in perenne «aurora», è sempre giovane. E questa attualità, questo «aggiornamento» non significa rottura con la tradizione, ma ne esprime la continua vitalità; non significa ridurre la fede, abbassandola alla moda dei tempi, al metro di ciò che ci piace, a ciò che piace all’opinione pubblica, ma è il contrario: esattamente come fecero i Padri conciliari, dobbiamo portare l’«oggi» che viviamo alla misura dell’evento cristiano, dobbiamo portare l’«oggi» del nostro tempo nell’«oggi» di Dio”. “Il Concilio – dice ancora – è stato un tempo di grazia in cui lo Spirito Santo ci ha insegnato che la Chiesa, nel suo cammino nella storia, deve sempre parlare all’uomo contemporaneo, ma questo può avvenire solo per la forza di coloro che hanno radici profonde in Dio, si lasciano guidare da Lui e vivono con purezza la propria fede; non viene da chi si adegua al momento che passa, da chi sceglie il cammino più comodo”. B.XVI. Aggiornare non significa…

Interventi e commenti sulla stampa

Luigi Accattoli. Corriere della Sera, 11 ottobre, Così la Chiesa cambiò se stessa

Marco Ansaldo, Repubblica, 11 ottobre, La memoria perduta del Concilio

Pierangelo Sequeri, Avvenire, 11 ottobre, Quella porta, le nostre porte

O’ Malley, intervista di L. Rolandi, La Stampa, 11 ottobre, Ci insegnò a vivere in un modo nuovo

Stephanie Le Bars, Le Monde, 12 ottobre, Cinquant’anni dopo il Vaticano II, cresce la distanza tra la Chiesa e la società

Henri Tincq, Le Monde, 12 ottobre, Dal Vaticano II al Vaticano III

Lucetta Scaraffia, Messaggero, 12 ottobre, Benedetto XVI e l’eredità del Concilio

Luca Kocci, il manifesto, 12 ottobre, Un papa riduzionista

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