Non più, non ancora. Proposte per Quirinale e governo

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Walter Tocci, senatore del Pd, ha pubblicato sull’Unità del 13 aprile un lucido articolo in cui indica le due alternative di fronte alle quali siamo: il sistema politico è un come un macigno rotolato giù da un pendio e rimasto in bilico su un crepaccio. Che fare? O riportarlo a monte o farlo cadere, e provare a cercare un’altra pietra d’angolo su cui edificare un nuovo sistema politico. Tocci propende per questa seconda via d’uscita, e spiega perché. La redazione di c3dem invita i lettori a dire la propria, usando lo spazio dei “commenti” (mettere i commenti non sul blog di Tocci, o non solo, ma sullo spazio del sito di c3dem). Un primo commento è già in rete.

 

One Comment

  1. Dici che il 24 febbraio abbiamo avuto l’occasione di uscire dalla crisi e che abbiamo clamorosamente fallito l’obiettivo. Ma allora come puoi pensare di poter tentare un’operazione impegnativa come quella di riformare il sistema politico, di cercare una nuova pietra angolare su cui fondare un nuovo sistema politico? Questo vuol dire avere una grandissima fiducia nel movimento cinque stelle. La sinistra ha perso, ma il M5S c’è, ha vinto, è forte… Ha vinto al posto nostro, e noi puntiamo su di lui per cercare la nuova pietra angolare. Mi pare un’impresa spericolata. Inoltre, siamo nel mezzo di una crisi economica e finanziaria (e, certo, sociale) enorme, e, se è vero che le ricette economiche mainstream vanno ripensate, farlo in mezzo alla crisi e in un’Europa incerta ma che non può non essere coinvolta, sarebbe possibile solo sulla base di una sinistra unita, che avesse già raggiunto un compromesso tra le sue diverse componenti (i giovani turchi e i filomontiani), una sinistra che avesse ricostruito le sue forme di partecipazione di base, così come Fabrizio Barca vorrebbe fare. Ma in queste condizioni? Non credo si possa. Per questo, io penso sia meglio riportare il macigno fuori dal pendio. Spiegandolo agli elettori. Con trasparenza. Con rigore, morale e intellettuale. Con intese, che non sono necessariamente inciuci (qui D’Alema aveva ragione). Io eleggerei Emma Bonino. Del macigno, la Bonino che farebbe?
    Giampiero Forcesi

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