NARCOMAFIE: La ‘ndrangheta nel salotto buono – ITALIACARITAS: Caritas, “banco di prova della Chiesa nella sua fedeltà al mondo”- VITA E PENSIERO: i credenti e i loro “doveri politici” di cittadini – ADISTA-documenti: credenti e movimenti di base lottano, alla luce del Vangelo, per giustizia, pace e liberazione dei popoli

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“La ‘ndrangheta nel salotto buono”. Così Narcomafie intitola il fascicolo 9/2014, arrivato agli abbonati ai primi di dicembre, offrendo una quantità di cifre, fatti, nome e vicende che riguardano l’ “infiltrazione” della ‘ndrangheta a Torino. Una quantità di nomi e numeri che smentiscono una visione ottimistica secondo la quale la mafia, almeno negli anni più recenti, in Piemonte, sarebbe stata arginata se non sconfitta. E la rivista fondata da don Ciotti (che è dedicata a Giancarlo Siani, simbolo dei giornalisti uccisi dalle mafie) commenta “In una città orfana della Fiat e della sua monocultura industriale entrare di colpo in una dimensione postindustriale ha trovato impreparati i più, a cominciare dal mondo dell’edilizia che ha ritenuto di rispondere alla crisi generale e del settore riempiendo di cemento ogni spazio consentito, anche da varianti opinabili al piano regolatore…”. E ricorda che anche le Olimpiadi del 2006 “sono state un’occasione e un volano di un nuovo decollo del mattone. Lo sguardo della rivista si volge anche più lontano, con un’inquietante inchiesta sulla”minaccia che arriva dall’Est: la storia e lo sviluppo della mafia in Russia.

Monsignor Giuseppe Merisi lascia la sua diocesi di Lodi e la guida della Caritas italiana dopo sei anni di presidenza. Nell’editoriale di Italiacaritas di novembre esprime il suo saluto e la sua riconoscenza ai tantissimi volontari che ha incontrato e lo hanno aiutato in questi anni e ricorda che la Caritas, come diceva Paolo VI, è un vero “banco di prova della Chiesa nella sua fedeltà al mondo”. In quello spirito il Papa “chiedeva alla Chiesa italiana un ribaltamento di prospettive per porre in primo piano l’amore concreto del prossimo, senza il quale la fede non è fede”. Nel passare la guida della Caritas al successore, il vescovo di Trento Luigi Bressan, mons. Merisi ricorda che “si tratterà, nel prossimo futuro, di riflettere sul tema della formazione dei laici e dei volontari impegnati, con forme di partecipazione che rispettino la struttura ecclesiale delle Caritas”.

Un breve, ma incisivo, scritto di Luigi Sturzo inteso ad esortare i credenti affinché adempiano con impegno i loro “doveri politici” di cittadini è riproposto come editoriale da Vita e Pensiero (n 5 / 2014). Le parole del fondatore del Pp suonano chiare, esplicite, impegnative e, in fondo, ancora attuali. Nelle pagine successive si trova poi un interessante saggio di Zygmunt Bauman che cita Amartya Sen, ma anche due docenti della Cattolica Mauro Magatti e Chiara Giaccardi. Alla fine il lettore non fa fatica a trovare un’ispirazione comune (o almeno compatibile e complementare) nel disegnare, o almeno auspicare, una rinascita di una politica “nuova” (e di una “cultura”) capace di superare le diseguaglianze e le conflittualità che pervadono gran parte della società contemporanea. Insomma, come scrive in un articolo successivo lo scrittore Jean Claude Guillebaud, si tratta di ricostruire una cultura e una politica che sappiano ritrovare il senso del futuro andando oltre l’accettazione (e la coltivazione!) della crisi e del pessimismo.

Per costruire un mondo nuovo sarà certo prezioso l’impegno dei credenti e dei movimenti di base che lottano, alla luce del Vangelo, per la giustizia, la pace e la liberazione dei popoli e specialmente degli uomini e delle donne emarginati e sfruttati. Numerosi movimenti popolari (non esattamente analoghi a quello che in Italia si autodefinisce “Movimento popolare”…) provenienti per lo più dall’America latina sono convenuti a Roma su invito della Commissione Giustizia e Pace ed hanno anche incontrato papa Francesco. Un ampio servizio e documentazione sta su Adista documenti n. 40, con il testo della “dichiarazione finale” dei movimenti e il discorso di papa Francesco che dice tra molte altre cose: “quanto sono belle le città che superano la sfiducia malsana e che integrano i diversi e fanno di questa integrazione un nuovo fattore di sviluppo!”.

Ma su Adista notizie n 41 si può leggere una notizia meno rasserenante: il cardinale Raymond Leo Burke, già responsabile della Segnatura apostolica, polemizza nientemeno che col papa, sostenendo che l’Evangelii Gaudium non è magistero e la Chiesa oggi è “una nave senza nocchiero”.

(a.bert.)

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