L’irrinunciabile valore del lusso…

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Pare che nessuno arrivato lì alla sua scrivania di rappresentante delle istituzioni, riesca a rinunciarci. Se fossimo, si fa per dire, alla caduta di un regime, o alla fine di un impero, chi potesse a buon diritto dimostrare di essere stato “vergin di servo encomio” potrebbe ora evitare “il codardo oltraggio” verso gli sconfitti. Ma qui ancora non si può utilizzare il termine regime per questo trentennio, (sì ci metto anche gli anni’80 perché da lì è scaturito il Pensiero Unico, il clima culturale che ha travolto il nostro Paese), figurarsi se si può parlare di caduta e di sconfitti. Certo il panorama che si apre davanti ai nostri occhi, ogni giorno, è più devastato di quanto a persone normali, (e speriamo che siano ancora un certo numero), possa sembrare possibile. Il numero dei faccendieri, il tipo di traffici, le caratteristiche dei personaggi, e, se posso dirlo, persino le caratteristiche fisiche di questo popolo di clientele, ci lascia interdetti. Si alza, sì, una sorta di mugugno ma non una protesta ben articolata in grado di affrontare, e guarire, e risanare, questa parte di tessuto così profondamente penetrato nella nostra Repubblica. Il gioco, nemmeno tanto nascosto, è quello di puntare a buttare tutto nel calderone della chiacchiera in grado di suscitare reazioni utili solo al qualunquismo antipolitico e non alla protesta innanzitutto culturale e poi politica di chi si sente non rappresentato da questi individui e ne chiede la rimozione radicale non solo dalle poltrone, ma dagli studi televisivi, dalle direzioni, dalle amministrazioni… Troppo facile sarebbe richiamare l’attenzione delle nostre gerarchie ecclesiastiche sul valore irrinunciabile, per un cristiano, di intendere la politica come servizio a partire dalle persone più deboli e meno tutelate. E’ il relativismo etico?Vorremmo pensare che l’uso personale della propria posizione di potere per ottenere favori, viaggi in Resort faraonici, massaggi, nomine in Asl, Rai, aziende di stato e chissà cosa altro rientra in questo? Ma ormai, forse, sono rimasti così in pochi ad ascoltare eventuali richiami alla coerenza, al servizio, alla politica come suprema forma di Carità… che non è da lì che ci dobbiamo aspettare il cambiamento il rovesciamento. Forse dovrebbe venire dal popolo delle parrocchie che in questi anni ha sentito tuonare dai pulpiti contro cose che lo toccavano assai marginalmente, ma troppo raramente contro la corruzione, l’evasione, l’uso personale del potere… Tutto questo naturalmente se non è troppo ovvio e scontato e se… il lusso non è anch’esso un valore irrinunciabile.

Laura Rozza

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