IL TETTO: partire dalla cultura perché la cultura vince – ITALIA CARITAS: immigrazione, la scelta di contenere e respingere è fallimentare – PRESBYTERI: “Non siamo (più) tranquilli custodi di un ovile” – AGGIORNAMENTI SOCIALI: La misericordia è l’essenza del vangelo – MONDO E MISSIONE: L’Islam che dialoga

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Raggiunto e superato il fascicolo numero 300 (con l’indice dei 50 anni di lavoro e di semina intensi e intelligenti) la rivista Il tetto, nata a Napoli dalla intelligenza e passione di Pasquale Colella e di un gruppo di amici di varia età e impegno comune, conosciuta e preziosa in tutta Italia, continua il suo cammino testimoniato dall’“indice” pubblicato appunto sul numero 300. E già appare il numero 301-302. Ugo Leone, nell’editoriale, riafferma la comune volontà di credere e costruire qualcosa di buono e di bello per tutti, soprattutto a partire dalla cultura perché “la cultura vince”. Leone si chiede “se è possibile riflettere sui guai napoletani mentre sul resto della terra trionfa la più crudele malvagità che io riesca a ricordare dopo Hitler e Hiroshima”. E risponde: “no, proprio no”. Di qui riparte l’impegno dell’autore e di tutta la rivista a guardare oltre, nella società, nella cultura e nella vita ecclesiale (la speranza di papa Francesco!). Tra gli autori di questo fascicolo: Pasquale Colella (“il significato della scomunica ai mafiosi”), Piero Bellini (“Giustizia tra teoria e prassi”), Roberto Sardelli (“un prete di strada e un papa venuto dalla fine del mondo”), Alex Zanotelli (“Italia in guerra” con riferimento all’enorme spreco di danaro in armi), Peppe Sini (a partire dalle parole del papa a Redipuglia rilancia l’impegno radicale contro le armi e ricorda che “solo la nonviolenza può salvare l’umanità”).

ItaliaCaritas di ottobre è in larga parte dedicata a un problema che oggi è davvero centrale per il nostro Paese, ma che viene spesso affrontato con superficialità: quello dell’immigrazione. Nel 2014 c’è stato un vero record di arrivi di migranti – molti profughi – sulle coste italiane. Scrive la Caritas: “Nel Paese e in Europa il dibattito è confuso e fazioso. Serve – presto – una politica estera e di sviluppo aperta e coraggiosa. Perché la scelta di contenere e respingere è fallimentare”. Si tratta del maggiore problema che il mondo oggi deve affrontare; e purtroppo spesso se ne parla con poca cognizione dei dati. Ad esempio è interessante conoscere i principali Paesi di origine dei rifugiati su scala mondiale (dato di fine 2013, in migliaia): Afghanistan 2.556, Siria 2.468, Somalia 856, Sudan 642, Repubblica democratica del Congo 610, Myanmar 535, Iraq 434. E i principali paesi di accoglienza dei rifugiati sono: Pakistan 1616 mila, Iran 857, Libano 856, Giordania 641, Turchia 610. In tutto il mondo le persone in fuga sono ormai più di 50 milioni, di cui sei milioni nel 2013. Certamente serve un nuovo modo di immaginare e costruire il futuro del mondo…

“Non siamo (più) tranquilli custodi di un ovile”, così riflette Felice Scalia nell’editoriale del n 7/2014 di Presbyteri, la bella rivista di spiritualità pastorale. edita dai padri venturini di Trento. Il fascicolo è tutto dedicato a considerare le novità e le sfide, le domande che si pongono oggi davanti alla coscienza e all’azione dei sacerdoti. Domande che chiedono riflessione, approfondimenti e anche cambiamenti, ma assolutamente non un aggiornamento superficiale e tantomeno un abbandono dell’identità essenziale. Si tratta piuttosto di riscoprire una maggior fedeltà alla propria missione (vale per i preti come per i laici o le suore…). Si tratta di riscoprire la coscienza profonda della propria missione, la profezia, l’amore, la fedeltà, la povertà, la sete e l’amicizia con il Signore. Tra i vari contributi pubblicati sulla rivista si segnala quello di Cettina Militello, una donna  teologa che ha una vera esperienza pastorale ed insegna anche all’Ateneo di Sant’Anselmo a Roma.

Padre Giacomo Costa, gesuita e direttore di Aggiornamenti sociali pubblica un editoriale sul fascicolo di ottobre in cui affronta con coraggio il tema del terrorismo fondamentalista e della violenza che sta diffondendosi nel mondo; e al quale occorre certo resistere e opporsi, ma senza accettarne la logica di contrapposizione totale, di “lotta all’ultimo sangue”. Né la guerra né la distruzione dell’altro è in nessun caso la soluzione, né lo sarebbe la folle idea, pur strisciante, di una terza guerra mondiale. Tutti dobbiamo rinunciare ad essere “aggressori”, magari ricordando che anche la nostra economia uccide…Tra i molti altri articoli interessanti pubblicati sulla rivista va citato quello del cardinale Walter Kasper sul tema della misericordia (concetto destinato a segnare la riflessione ecclesiale nei prossimi anni: “La misericordia è l’essenza del vangelo e la chiave della vita cristiana. La misericordia è la notizia migliore e più bella che possiamo ricevere e che abbiamo il compito di portare al mondo. Da segnalare anche uno studio del prof Raul Caruso, docente di politica economica all’Università cattolica di Milano, che dimostra come la pace sia il vero motore dello sviluppo economico, mentre conflitti, spese per armamenti, squilibri e tensioni portano alla crisi sociale ed economica, al declino della civiltà.

Una prova ulteriore di queste riflessioni viene dal reportage di Bernardo Cervellera sulla rivista del Pime Mondo e Missione (ottobre): per molti, ad esempio, la parola “Iran” suscita paura ed evoca scontri di civiltà. Invece vive qui anche un islam che dialoga, che si confronta con le altre fedi e con la modernità. L’esempio viene offerto dalla città santa sciita di Qom. L’Islam sciita, infatti, è molto vivo, capace di dialogo e di autentico ecumenismo (è stato tradotto anche il Catechismo della Chiesa cattolica!). A Qom, ad esempio, le scuole teologiche e università ospitano più di 50mila studiosi, laici e religiosi, convinti che “molti conflitti fra religioni dipendono dal fatto che non ci conosciamo”…

(a. bert.)

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