IL SACERDOZIO COMUNE DEL POPOLO DI DIO

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“Viandanti” offre in lettura sul suo sito un nuovo editoriale (25 gennaio): “Sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale. Una frattura”. E’ redatto dal Gruppo “Chiesa oggi” (Parma). “Quale via d’uscita, per ricostruire una Chiesa che coincida con il Popolo di Dio, se non riprendere le grandi intuizioni profetiche del Vaticano? Non occorre dunque – scrive il gruppo – inasprire la critica e la contestazione – siano esse rivolte contro l’autoritarismo della Gerarchia o contro le inadempienze del laicato –, ma praticare il coraggio della franchezza e la pazienza della sinodalità, in modo che tutti, Vescovi laici preti religiosi, si aiutino e stimolino a vicenda nel riscoprire e rendere operanti le funzioni che competono a ciascuno, anche al di là delle anacronistiche distinzioni di genere. E superare in tale prospettiva, con il necessario cammino preparatorio, i vincoli dottrinali che precludono alle donne l’accesso al sacerdozio ministeriale e ai preti l’accesso al matrimonio”.

“Quello che occorre, in definitiva, – concude il gruppo “Chiesa oggi” – è rifarsi al Vangelo e perciò riferirsi alla persona, alle parole, ai gesti del Signore nostro Gesù Cristo e in particolare al suo invito all’amore: amare il prossimo come noi stessi, amare i nemici, amarci gli uni gli altri come Egli ci ha amati. Solo questo amore può trasformare la Chiesa, aprirla al mondo, lasciare che il mondo la interroghi, che la Parola di Dio la inquieti, che al giudizio e al potere subentri la misericordia, che all’inerzia subentrino l’attenzione e la dedizione all’altro”.

Un primo interessante commento sul sito viandanti.org è di Enrico Peyretti.

 

 

 

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