Il dibattito sulla nuova legge elettorale

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Si va verso il voto al Senato sulla nuova legge elettorale e, com’è giusto che sia, fioriscono i commenti, favorevoli  o contrari, sul provvedimento.  Le posizioni critiche hanno il merito di mettere in evidenza i punti meno convincenti del disegno di legge rispetto a un sistema “ideale” (che cambia però a seconda di chi scrive:  più maggioritario o più proporzionale, ad esempio), mentre quelle a sostegno –  o comunque meglio disposte, evidenziano il miglioramento rispetto alla legge Calderoli (Porcellum) e al “Consultellum”.

Su tutto il dibattito pende una domanda: con una sentenza della Corte che ha provocato la nascita di un sistema elettorale di fatto confuso e a, detta di tutti o quasi,  insoddisfacente, seppure formalmente legittimo; con la necessità di trovare un accordo ampio tra le forze parlamentari, come da tutti auspicato, in primis il Presidente della Repubblica; avendo un testo che comunque produce passi avanti rispetto al sistema vigente dopo la sentenza della Corte, a quello precedente dei listoni bloccati e al proporzionale puro a cui si era in procinto di arrivare  nei mesi scorsi (seppure anch’esso frutto di un compromesso tra forze politiche, in questo caso anche il Movimento 5 stelle): ebbene, a queste condizioni, con quale spirito e quali criteri deve essere formulato il giudizio sulla legge elettorale, se si vuole fare un ragionamento politico e non solo accademico (peraltro sempre utile)?

E’ una domanda posta da uno che non ha mai nascosto la sua preferenza per il maggioritario uninominale, al limite “temperato” con una piccola, quota proporzionale,  come nella legge Mattarella.

C’è materia di confronto e di discussione e tra i primi contributi pervenuti al nostro portale ci sono quelli di due autorevoli esponenti come il prof. Mario Chiavario e l’on. Guido Bodrato, che volentieri pubblichiamo nella sezione “Articoli”. Auspichiamo che altri ne giungano, su una materia che da sempre  è oggetto di grande considerazione nella cultura cattolico-democratica, per arricchire le nostre conoscenze e riflessioni e il nostro dibattito.

Sandro Campanini

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