“Cattolici e politica: una stagione creativa”. Una tavola rotonda schietta e severa: con Della Loggia a menare fendenti…

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Un dibattito interessante, e un po’ aspro, quello organizzato dall’Associazione Argomenti 2000 la sera del 19 settembre in una Tavola rotonda dal titolo “Cattolici e politica: una stagione creativa”. Che ha anticipato il seminario successivo su “Democrazia tra riforme e partecipazione”, svoltosi a Todi nei giorni 20 e 21. Dal quale è emerso un contributo dell’associazione su: LA RIFORMA DELLE REGOLE. PER UNA NUOVA PARTECIPAZIONE

Ebbene: era prevedibile che il prof. Ernesto Galli della Loggia non avrebbe risparmiato fendenti, contro il mondo cattolico democratico (gli articoli sul suo giornale non sono mai teneri), ma forse non ci si poteva aspettare una tale irriverenza e corrosività nei riguardi degli ospiti. Dall’alto della sua esperienza (storico? editorialista? uomo di mondo?) ha sinceramente detto quello che pensa: che la storia dei cattolici democratici (perché poi si chiamano così, si domanda, e gli altri non lo sono?) non ha più senso; che forse non ne ha mai avuto uno (persino che Moro è stato il peggior presidente del Consiglio della storia italiana); che nel Pd i cattolici non hanno assunto alcun ruolo significativo; che non vede e non ha mai visto nessuna creatività. Oggi più che mai. E che, in generale, testuale, “non c’è più nulla. Non esiste più nulla e tutto va distrutto e poi ricostruito, in Italia”. Con un passaggio logico ai limiti dello spericolato. Conclusione: in questi anni la fortuna del cattolicesimo democratico è stata quella di avere in Berlusconi un nemico, tale da potersi creare un’identità antagonista, altrimenti non ne avrebbe avuta nalcuna. Non c’è stato tempo, sera tardi, per replicare e alimentare il dibattito.
Quello con gli interventi previsti al tavolo ha preso, però, una piega piuttosto condizionata da questo exploit intellettuale d’inusitata – diciamo così – schiettezza, per nulla originale, a dire il vero, se si leggono con attenzione gli scritti del professore di Storia.
Con pacatezza e riflessività hanno provato ad interloquire, prima padre Francesco Occhetta, editorialista di Civiltà cattolica, che ha fatto notare come siano cambiati non solo i codici storico-sociali degli anni in cui si affermava il cattolicesimo democratico, ma persino quelli semantici, linguistici, nei quali andrebbero ricollocate le vicende attuali per non risultare afoni, soprattutto ai giovani. Pensiamo al significato dell’espressione “per sempre”, sulla quale intere generazioni (e non solo nei rapporti personali, ma anche in quelli collettivi) hanno costruito gran parte della propria esistenza, e che ora non significa più nulla.
E’ importante, invece, ricorda Occhetta, ritornare a parlare e costruire strade nuove di quella famosa attenzione al pre-politico, tanto esaltato un tempo, ma oggi forse trascurato. Sulla base di due coordinate forti: stare laddove l’uomo è umiliato e soffre (lavoro, carceri, periferie…); e poi ridare forza e dignità al valore della testimonianza, dei comportamenti personali, dell’onestà, della coerenza. Sottolineando, infine, un concetto sul quale papa Francesco insiste con decisione, soprattutto quando incontra persone impegnate nel mondo politico-formativo: preoccupatevi di aprire processi e non di occupare spazi di potere. Forse (anche senza forse…) si può pensare di partire da qui, per puntare a quella necessaria ricostruzione, altrimenti incerta e aleatoria.
Altri margini di speranza sono venuti da Luigi Alici, professore di Filosofia Morale all’università di Macerata: “Se il Paese regge ancora, nonostante tutto, è perché al di sotto della punta dell’iceberg c’è qualcosa che non vediamo, ma che dà sostanza ai valori che tengono in piedi il tutto”. Persino qualcosa di nuovo c’è già, e bisogna saperlo guardare. Ora – aggiunge Alici – la comunità cristiana, soprattutto dopo l’avvento di papa Francesco, è chiamata non solo come singoli, ma nell’insieme di popolo, a un principio di realtà: per interloquire in maniera generativa con mondi, civiltà, persone, che non ha contribuito – se non in minima parte – a costruire. E’ la sfida di questi tempi per il mondo cattolico. Secondo Alici sta maturando un atteggiamento propositivo in molte parti, esperienze e motivazioni che vengono dal basso. Si presenta ora nell’intera comunità cristiana l’onere di formare al Bene comune come fondamentale e non come corollario del cammino di fede. Con la capacità di elaborare progetti per il futuro, facendo i conti con la complessità, reagendo a quella cultura dell’immediatezza istintiva che anche il web promana.
Infine il padrone di casa, Ernesto Preziosi, presidente di Argomenti2000, nonché deputato del PD, che ha aperto con una breve riflessione storica su quel che poteva essere e non è stato fino in fondo il progetto ulivista, ma poi ha preferito fermarsi sulla necessità di percorsi nuovi che possano riconnettere forme popolari di partecipazione. Per questo sono importanti sì le qualità della leadership ma senza la pratica della compartecipazione e della corresponsabilità dei cittadini finiscono per essere improduttive. E’ importante un approccio culturale (alla politica e non solo al pre-politico, sottolinea il deputato del Pd), prendendo consapevolezza che il cattolicesimo democratico è in pericolo proprio quando tenta di difendersi, di preservare una sua presunta purezza e originalità senza confrontarsi con la realtà
Ed è proprio per questo che l’associazione Argomenti2000 -alla fine delle due giornate di lavoro – ha lanciato un testo nato da un Focus sulle Riforme istituzionali dal titolo LA RIFORMA DELLE REGOLE PER UNA NUOVA PARTECIPAZIONE.

Scarica qui il Documento RIF. IST. Todi-14 ARGOMENTI 2000

 

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  1. Forse al prof. Galli Della Loggia sarebbe utile farsi un giro dentro la realtà del nostro Paese. Forse si renderebbe conto che moltissime persone che contribuiscono a tenerlo in piedi sono riferibili – anche se nessuno indossa la casacca ad hoc – a quel mondo “cattolico democratico” che non è un’etichetta (personalmente anch’io, in quanto tale, l’ho sfuggita e la sfuggo) ma un modo per esprimere un universo di radici, sensibilità, attenzioni, scelte…
    Nel mondo del lavoro e delle professioni, nella scuola e università, nelle associazioni, nelle parrocchie, nel volontariato… e aggiungo: quando si vota (perchè sono tanti i cattolici che non si rifugiano nella tentazione astensionistica…) e – udite udite – persino nella partecipazione alle primarie del PD… i “cattolici democratici”, senza tante trombe al seguito, ci sono… Non chiedo al Prof. di credere a me, ma magari di leggiucchiarsi De Rita… Se poi invece si vuole parlare di quanto questo “mondo” abbia o meno un’adeguata (?) “rappresentatività” sul piano politico (ma senza cadere nel banale e stucchevole refrain “non contano nulla”), allora questo è un discorso diverso ed è giusto affrontarlo nella sua specificità. Ma sapendo che comunque non può più esistere, se mai è esistita, un’incidenza intesa come peso autonomo e specifico di una “componente” o peggio di una corrente, semmai una capacità (o meno) di esprimere e valorizzare personalità che portino nella politica attiva e nell’amministrazione, con la loro etica, autorevolezza, preparazione, e – aggiungo una parolaccia – leadership, la loro sensibilità di “(eternamente e inevitabilmente “cosiddetti”…) “cattolici democratici”.

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