Vie d’uscita dalla crisi della Chiesa

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Come mai prima d’ora, in epoca moderna, le comunità cristiane sono al momento scosse. Che cosa c’è da fare? Wolfgang Beinert propone un esame di coscienza teologico. Lo pubblica nel suo blog, il 15 giugno 2012, l’editrice Queriniana (http://www.queriniana.it/blog). Wolfgang Beinert (1933), divenuto sacerdote nel 1959, dopo aver insegnato dogmatica a Bochum (Germania), dal 1978 fino al termine della sua attività accademica nel 1998 è stato ordinario di dogmatica e storia dei dogmi all’università di Regensburg, dove è stato collega di Joseph Ratzinger.

“Dove stanno le ragioni per lo stato disastroso del cristianesimo, delle chiese?”, si chiede Beimert. E risponde che “le difficoltà derivano dalla dualità, dalla bipolarità, che è impressa profondamente nella religione di Cristo. Questa tensione può agire come una dialettica feconda, ma anche degenerare in un dualismo pernicioso allorquando, dei due princìpi, l’uno rimuove, soggioga o si inimica l’altro”.

Dopo un ampio esame della questione, conclude proponendo alcune “linee teologiche” per far fronte alla crisi della Chiesa. Una è la seguente: “Dobbiamo ripensare – scrive Wolfgang Beinert – la caratteristica essenziale di servizio della chiesa, senza negare la forma e la struttura fondamentalmente gerarchiche della chiesa di Cristo. Questa struttura non deve essere vista come fine a se stessa o addirittura come una descrizione perfetta della chiesa, ma solo come un momento accanto ad altri che rende visibile la costituzione di base della comunità di fede. Il concilio Vaticano II ha descritto la chiesa molto felicemente come sacramento, come «il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (Lumen gentium 1). In nessun momento la chiesa è fine, ma sempre è mezzo. Ciò ha conseguenze enormi: chi si comprende come fine, deve perseguire una politica di potere e, una volta acquisitolo, ha da difenderlo con le unghie e con i pugni. Chi serve, è in grado di donare tutto, compreso se stesso”.

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