FRANCO MONACO: “DIALOGO PD-M5S, LEZIONI DAL PASSATO”

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In un articolo sul suo blog sull’Huffington Post (“Dialogo Pd-M5S, lezioni dal passato”), Franco Monaco, deputato Pd nella scorsa legislatura, sostiene che per il M5S l’accordo con il centrodestra non sia la prima  scelta per quanto riguarda il governo; che le distanze dal M5S sono, per il Pd, meno grandi che quelle dal centrodestra; che il partito di Mattarella non dovrebbe mostrarsi sordo al suo appello generale alla responsabilità e dovrebbe andare a vedere le carte del M5S; che l’alternativa sarebbe un governo M5S-Lega, con effetti gravi (elezioni ravvicinate e nuovo bipolarismo); che certo il primo passo lo deve fare il M5s, così da aprire un confronto che può portare a un sostegno esterno o a una non sfiducia o altro; che, al netto delle differenze di contesto, il Pd dovrebbe fare memoria di precedenti della storia repubblicana che lo dovrebbero convincere di poter giocare oggi un ruolo attivo (ne indica tre: l’accordo Pci-Dc del ’78, il ruolo del Psi, la Dc di Moro); che in regime parlamentare gli accordi si fanno in Parlamento e che non è detto che gli elettori del Pd sarebbero contrari alla ricerca di un confronto con il M5S. In conclusione cita un passo dell’ultimo discorso di Moro ai parlamentari della Dc in cui li convinse al coinvolgimento del Pci sulla base di una linea di “flessibilità costruttiva”.

 

One Comment

  1. Complimenti a Franco Monaco. Finalmente qualcuno ricorda coerentemente Aldo Moro. Riprenderne le logiche politiche sarebbe modo per sconfiggere tutti i brigatisti-assolutisti di ieri e di oggi.
    Possibilmente ponendo anche i problemi reali della vita civile: il contenimento del debito pubblico, la funzionalità degli apparati burocratici, il valore civile della cura dei territori storici e delle risorse d’arte che ne connotano l’intrinseca musealità.

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