CHIUDERE, RIAPRIRE… L’EMERGENZA SANITARIA E QUELLA SOCIALE

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L’intervista molto controcorrente di Matteo Renzi all’Avvenire: “L’Italia riapra. Col virus si convivrà”. La replica ipersdegnata di Andrea Scanzi: “Si vergogni” (Il Fatto). Il medico Lorenzo Pregliasco: “Dati parziali, ma il miglioramento c’è” (intervista al Messaggero). Ma Carlo Verdelli dice: “Chiudere la Lombardia” (Repubblica). Luca Ricolfi, “Caso tamponi, la storia di un errore annunciato” (Messaggero). Giuseppe Provenzano, “Attenti al Sud, può esplodere” (intervista a Repubblica). Maurizio Molinari, “La tenuta del paese è a rischio” (La Stampa). Marco Minniti, “Al Sud la criminalità potrebbe ergersi a difensore del diritto” (intervista a La Stampa). Raffaele Cantone, “La vera sfida è uscire dal nero” (Mattino). Alessandra Ziniti, “Le nuove povertà” (Repubblica). ALTRO: Donatella Di Cesare, “Il rischio adesso è la pandemia della mente” (Manifesto). Sabino Cassese, “Il dopo virus: più soldi a ospedali e scuola; la sanità allo Stato; meno diritti e burocrazia” (intervista al sito tipitosti.it). Giuliano Amato, “Nel nostro dna c’è la capacità di saper essere uniti” (intervista a Il Dubbio). D. Sassoli, L. Violante, G. Brescia, S. Ceccanti, M. Ainis, F. Clementi, P. Pisicchio: “Parlamento aperto: a distanza o in presenza?” (dibattito su radio Radicale). PRO MEMORIA: Alberto Guasco, “Tina Anselmi e la conquista della sanità” (Avvenire).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

One Comment

  1. Bandiere a mezz’asta il 31 marzo 2020

    Per ricordare i tanti morti di questa guerra silenziosa che non hanno potuto avere nemmeno un degno funerale e se ne sono andati senza il conforto degli affetti.

    Questa è quasi una preghiera. Non per chi ci ha lasciato, ma per chi resta:

    “Immagina, ti prego, di morire adesso e che la tua coscienza entri nella pace, non si spenga cioè, ma anzi risplenda più chiara e liberata.
    Immagina, ti prego, di morire adesso, e non avere troppa paura: immagina allora di sentire il cuore sgravarsi in un istante, la morsa liquefarsi e la tua anima, si, questo tuo fiato cosciente, sprigionarsi con gaudio inaudito, sorprendendoti per tanta allegria.
    Immaginali, ti prego, con calma, ma anche con forza, credilo, credici, non abbandonare questa fiducia folle, più vera di ogni realismo cieco.
    Come ti senti se pensi che l’ora della morte sia la più bella, la più felice di tutta la tua vita?
    Come ti senti se pensi che ciò che ci attende lì dove sempre temiamo di finire non sia affatto il buio dell’annientamento, ma la luce dell’essere noi stessi come mai qui, su questa terra, siamo stati?
    Da questo sentire, tutta la tua vita, e già da ora, può diventare immensamente più ricca e più creativa.
    Perché la morte non più paventata diviene la porta della vita reale.”

    (da Dizionario della lingua inaudita, di Marco Guzzi)

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