Nel libro dal titolo SMART ROMA – Come Roma si trasforma in una smart city – prefazione di Roberto Gualtieri edito da Giulio Perrone, l’autore prova a delineare il concetto di smart city partendo dalla sua esperienza di amministratore dapprima come Assessore nel III municipio di Roma e successivamente come Consigliere dell’Assemblea Capitolina e Presidente della Commissione Innovazione Tecnologica di Roma Capitale. Il libro prende inizio proprio dalla esperienza sul campo maturata negli anni da Corbucci e dall’impegno nella ricerca di soluzioni semplici e innovative per la gestione amministrativa ordinaria. Alcuni esempi di questa esperienza riguardano proprio il bisogno di reclutare i supplenti per le aule scolastiche o il monitoraggio dello stato di salute degli alberi, la possibilità di offrire maggiori servizi ai turisti così come l’opportunità di creare modelli d’impresa che integrino sostenibilità e crescita. Tutto questo non sarebbe possibile oggi senza l’ausilio di App come Julia l’assistente virtuale di Roma Capitale o il progetto della rete “5 G” o la Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE) ma soprattutto non sarebbe realizzabile senza un costante sforzo orientato alla innovazione come testimoniato dalla partecipazione di Roma ai numerosi eventi internazionali sul tema come l’Expo World Congress di Barcellona nel 2024. Il termine “smart” sinonimo di adattabile trova modo di applicazione anche nell’amministrazione di una grande Città Metropolitana come Roma, la stessa espressione assume il significato di “reciprocità” per essere consapevoli che le azioni e le decisioni di ognuno incidono sull’equilibrio del sistema e che interconnessione e collaborazione sono fondamentali in una realtà dinamica. “La sfida – scrive Corbucci – è quella di creare città intelligenti che crescano e si sviluppino in modo sostenibile, dal punto di vista sociale, ambientale ed economico, ossia che si dimostrino capaci della propria sussistenza”. La prima caratteristica della smart city è quindi di essere inclusiva già alcuni aspetti dell’amministrazione digitale lo sono se pensiamo ai servizi pubblici come la digitalizzazione dei documenti, la posta elettronica certificata (PEC), il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o la Carta d’Identità Elettronica. In una democrazia tutti devono poter accedere alle informazioni. Il mondo della smart city è inoltre profondamente collegato alla sinistra riformista essendone un pilastro ideale, il motivo risiede nel modello di sviluppo che mette al centro l’equilibrio tra progresso tecnologico, giustizia sociale e sostenibilità ambientale infatti nel cap. n. 3 del libro si trova un’attenta disamina della questione con riferimento al “cuore sociale” della smart city oltre l’utopia tecnologica. In pratica una città smart lo deve essere per tutti non solo per coloro che possono permetterselo cioè per chi può acquistare una macchina elettrica o abitare in quartieri dotati di tutti i servizi. Il cambiamento può essere raggiunto migliorando singoli aspetti della vita quotidiana, dal monitoraggio del traffico alla qualità dell’aria è possibile ridisegnare le politiche di welfare urbano potenziando i servizi e rendendo le abitazioni più sostenibili affinché gli investimenti in innovazione apportino un ritorno in termini di benessere alle persone. Nel cap. 4 interessante nota di Corbucci concerne il rapporto tra la dimensione di Roma e le altre metropoli europee e mondiali che hanno adottato sistemi smart come Barcellona, Amsterdam, Città del Messico, Istanbul per adattare soluzioni innovative al patrimonio di storia millenaria. Il concetto di “Città in 15 minuti” ripreso nel cap. 5 teorizzato dall’urbanista franco-colombiano Carlos Moreno e applicato dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo, vuol indicare la possibilità di soddisfare le esigenze quotidiane in un raggio territoriale percorribile in concreto si indaga la possibilità di usufruire di un parco, del servizio sociosanitario, dei mezzi pubblici, delle scuole, dello sport o di spazi di co-working nella quotidianità degli spostamenti senza dover necessariamente attraversare la metropoli. Una città intelligente è quella che permette a ciascuno di muoversi, lavorare e accedere ai servizi essenziali in modo semplice ed efficiente senza sacrificare la qualità della vita o l’equilibrio ambientale.
