LA FORZA DELLE COSE… MA LA POLITICA?

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I dubbi di Ezio Mauro: “Il partner riluttante” (Repubblica). Lo scoramento di Biagio De Giovanni: “Il governo M5S-Dem un mostro bicefalo. E il Pd diventa il Nulla” (intervista a Il Dubbio). La soddisfazione di Claudio Cerasa: “L’Italia ha un nuovo governo: l’Europa” (Foglio). La malizia di Marcello Sorgi: “Convenienze parallele al governo” (La Stampa). La spes contra spem di Massimiliano Smeriglio, grande sostenitore di Zingaretti: “Sì al governo, ma ora torniamo allo spirito di Piazza Grande” (intervista al Manifesto). L’attesa fiduciosa di Roberto Rossini, presidente Acli: “C’è la possibilità di dare ali alla voglia di futuro del paese”. Una nota di David Allegranti: “Cos’è il fattore Renzi” (Foglio). INOLTRE: Leonardo Becchetti, “Il ministero del futuro” (Avvenire). Mario Morcone, “Apriamo i porti a Mare Jonio. Il decreto sicurezza va abolito” (intervista al Manifesto). Valerio Onida, “Migranti, il ruolo italiano per una seria strategia”. Sabino Cassese, “Il web non può sconfessare Colle e gruppi. Pericoloso il mito della democrazia diretta” (intervista al Messaggero).

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  1. Con l’apertura della crisi di governo voluta da Salvini che aveva scelto sia di passare all’incasso dei voti che i sondaggi gli promettevano, sia di chiedere per sé i “pieni poteri”, ciò che era in discussione era la riconferma o lo stravolgimento delle regole costituzionali quali definite dalla Costituzione.
    Come dice il vecchio proverbio “chi troppo vuole nulla stringe”, ma più correttamente si può dire che i meccanismi della democrazia parlamentare hanno vinto e Salvini è passato in dieci giorni dal ruolo di “uomo forte” che si sentiva padrone dell’Italia a “mendicante politico” scaricato sia da Di Maio che da Berlusconi. E questo è, di per sé, un fatto positivo.
    Non mi interessa se Salvini sarà o meno messo in discussione dalla Lega, sono problemi loro che a me non interessano. Ciò che a me interessa è rilevare che non solo ci sono le premesse, ma che si sta vivendo una fase di profonda evoluzione e trasformazione della rappresentanza politica che nel breve/medio periodo non sarà più la stessa di oggi.
    Mi auguro che quanto avviene in questi giorni e ore (la formazione del nuovo Governo) sia solo la necessaria premessa per risultati positivi sia per la soluzione dei molti problemi del Paese che per la riaffermazione delle regole della democrazia e della partecipazione come fondamentali per il vivere e il convivere in libertà.

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