SE IL TALAMO E’ ANCORA CALDO…

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Dice Arturo Parisi all’Avvenire: “Il Pd sbaglia. Subentrare nel talamo ancora caldo, appena abbandonato dal precedente coniuge, non è il modo migliore per dare vita a una convivenza” (“Salvini andava sfidato al voto“). Il vecchio Ciriaco De Mita, intervistato dal Mattino, dice invece: “Carissimi nemici, insieme si può, ma servono intelligenza e umiltà”. Per Claudio Cerasa l’accordo va bene: “La discontinuità è il populismo dimezzato” (Foglio). Ma Raffaele Salinari, sul Manifesto, chiede: “La prima discontinuità sia sui migranti”. Antonio Polito, sul Corriere, dice che l’intesa Pd-M5s è “Nel segno della necessità”. Ma Claudio Tito, su Repubblica, avverte che “L’antisalvinismo non basterà”. Osservazioni critiche anche da Alessandro Campi sul Messaggero (“Il programma prima dei posti o non si danno risposte”) e Giovanni Orsina su La Stampa (“Il rischio di alienarsi il Nord“). Stefano Folli, più che perplesso sull’accordo, analizza, per adesso, “Uno psicodramma per Di Maio” (Repubblica). Federico Geremicca spinge lo sguardo più in là e dice: “Zingaretti per un nuovo bipolarismo” (la Stampa). Singolare la nota di David Carretta sul Foglio: “Il M5S implora alleanza in Ue”.

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