La chiave del diritto per leggere quarant’anni di storia italiana. Un libro di Mario Chiavario

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Il libro di Mario Chiavario presenta un profilo che apparentemente ha poco a che fare con gli eventi drammatici di questi mesi (di fatto è stato pubblicato qualche mese prima dello scoppio della pandemia). Ma ha più di un motivo per essere letto proprio in questi giorni in cui, dalla crisi profonda, proviamo a rialzarci e a ripensare i nostri modelli di vita personale e sociale.

Il primo motivo di interesse di “Al crocevia. Quarant’anni (e più) di ‘opinioni’” (Altrimedia edizioni 2019)  lo sottolinea Valerio Onida (emerito presidente della Corte Costituzionale) nella Prefazione al volume. Si tratta, dice Onida, di un’opera originale “perché gli scritti raccolti non sono semplicemente riprodotti, in tutto o in parte, ma sono preceduti e seguiti da note dell’Autore, spesso assai dense, che rievocano il contesto in cui essi furono pubblicati, richiamano le motivazioni delle posizioni sostenute, aggiornano i riferimenti di fatto e di diritto e aggiungono ulteriori commenti. Al lettore si offre, dunque, non solo una documentazione sul pensiero passato di Mario Chiavario, ma la testimonianza di una sua riflessione che continua sugli stessi temi”.

Ecco, nel libro troviamo una riflessione in fieri, che procede con aggiornamenti e revisioni, e che però non butta a mare il percorso fatto. Proprio in questi tempi di caos, la riflessione più intellettualmente onesta spinge, sì, a rivedere e correggere il cammino compiuto, ma anche a tener fermi alcuni valori che sono alla base della nostra cultura occidentale, cattolica, liberale, socialista e laica insieme. I contenuti del pensiero che il giurista torinese, un intellettuale cattolico, ha tradotto in decenni di lavoro come docente di procedura penale sono sempre stati in grado di confrontarsi – con umiltà e fermezza insieme – con la realtà del proprio tempo. Rifuggendo da ogni astrattismo generico. Stimolando e spingendo al dialogo e al confronto anche a partire da posizioni distanti. Ecco perché i testi selezionati dal professore nell’arco dei suoi quaranta anni di collaborazione con La Stampa, Il Sole 24 ore, Avvenire, Segno Sette e altre testate sono ricchissimi di spunti, validi anche oggi. I macro capitoli che raccolgono e suddividono i testi (le Radici; le Istituzioni della nostra Democrazia; Delinquenza, Devianza, Diversità; le Regole processuali e i principi; Giustizia o vendette?) sono utilissimi oggi per rifondare un terreno di discussione e un linguaggio comuni per provare ad intenderci al di là delle singole appartenenze culturali e politiche.

Quindi non appaiono per nulla esagerate le parole di Giorgio Campanini nella postfazione: “Merito di queste pagine è anche quello di aver sottratto il diritto alle sempre possibili astrattezze dei giuristi. Alla fine, però, il diritto è sempre presente e anche pagine di cronaca apparentemente banali od opache rivelano questa ricorrente emergenza. Molte pagine qui raccolte stanno ad attestare questa costante presenza del diritto (o al contrario, i rischi e le problematiche della sua assenza)”. E – sia detto per inciso – le dure polemiche di queste ore sulla presunta violazione della Costituzione stanno a testimoniare come le riflessioni di Chiavario siano di grande attualità e serietà per chi ha fatto della Carta fondamentale della nostra Repubblica un valore fondante imprescindibile. “Così – conclude Campanini – quella che a prima vista potrebbe apparire solo una rassegna di ‘fatti di cronaca’ si profila come una ricorrente ‘domanda di senso’ alla quale il diritto, dal suo particolare osservatorio, è chiamato a dare una risposta”. E davvero, mai come oggi, ne abbiamo bisogno.

 

Vittorio Sammarco

 

Mario Chiavario

Al crocevia. Quarant’anni (e più) di opinioni

Prefazione di Valerio Onida. Postfazione di Giorgio Campanini

2019, pp 272, euro 23

Altrimedia edizioni, Matera

https://www.altrimediaedizioni.com/

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