PREZIOSI E “ARGOMENTI 2000” VALUTANO IL DA FARSI DOPO LE ELEZIONI

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Nella Newsletter di “Argomenti 2000”, l’associazione da lui fondata e diretta, a suo tempo promotrice, insieme ad altre, della rete c3dem, Ernesto Preziosi, senatore del Pd nella passata legislatura, affronta il tema delle elezioni del 4 marzo e delle sfide che ne derivano (“Una politica che valga la pena”). Preziosi lamenta che “i partiti, sempre più appiattiti sui leader del momento, abbiano rinunciato ad una delle loro funzioni essenziali: far discutere i cittadini”; rileva che  “l’ansia di nuovo, combinata con l’esasperazione e la rabbia delle cose che non vanno, spazza via tutto. E non disperde solo chi fa proposte rivolte all’ indietro (…), ma anche chi vorrebbe mettere in campo una riflessione pacata su ciò che sarà. Non riconosce tutto ciò che è pensato, equilibrato, di buon senso. Come se non ci fosse né il tempo né la voglia di riflettere”. Osserva che “nello spazio angusto che ha visto privilegiare, attraverso l’uso dei media e dei social, il rapporto diretto cittadino-partito, il consenso si è spostato verso movimenti a scarsa democrazia interna (basti vedere lo statuto approvato dai 5stelle in queste ore) e i contenuti scivolano verso obiettivi demagogici, senza la mediazione che i corpi intermedi – a cominciare dall’associazionismo- possono svolgere ancorando a tematiche solidali e ad una visione sussidiaria società-stato”. La scelta di Preziosi e della sua associazione (che si muove ormai come una rete di gruppi sparsi su numerose regioni italiane, e che però non fa più esplicito riferimento alla rete c3dem) è di “stare in politica con un pensiero”,  di lavorare a “nuovi paradigmi in grado di arrestare la spirale crescente delle diseguaglianze” (in sintonia con quanto dice papa Francesco nella Laudato si’), di lavorare nell’ambito del Pd ritenendo che “per chi voglia operare sul centro sinistra non vi si siano in questo momento altre possibilità”, e di “investire sulla rete di circoli, di centri culturali e di associazioni collegati, definendo in ogni regione un coordinamento regionale” nella convinzione che “l’attività dei piccoli gruppi di amici che si riuniscono a livello locale è fondamentale perché fa riunire persone per alimentare una visione condivisa, aiuta a coinvolgere altri amici e a stabilire legami con amministratori locali”.

 

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