IL GALLO: Basta con il silenzio! – ADISTA SEGNI NUOVI: Francesco e la ‘politica’ della Chiesa – IL SEGNO: “Francesco è come Francesco” – IC ITALIA CARITAS: Più carcere? Meno sicurezza – LE CONFERENZE DI OZNAM: “è tempo di una chiamata all’amore”

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“Basta con il silenzio, è venuto il tempo della disobbedienza civile”; la citazione è di Gustavo Zagrebelsky su Repubblica; ed è fatta propria da Pasquale Colella nell’editoriale de Il Gallo (n 329, febbraio 2019) per sostenere tutti quelli che s’impegnano (nei modi possibili, anche quelli che sottintendono una disobbedienza alle leggi formali) in nome del “dovere di impegnarsi per i diritti fondamentali di ogni uomo combattendo ogni forma di sopraffazione, di discriminazione e di diseguaglianza”. Insomma: i diritti umani, specie quelli degli “ultimi” vanno difesi e rivendicati anche se ciò comportasse la violazione di norme formali, contenute nei sistemi politici e giuridici ingiusti, settari o razzisti. E lo stesso papa Francesco, come ricorda Colella, ha ricordato la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (quanto spesso violata dalle leggi!) che afferma: “Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti”. Sullo stesso fascicolo della coraggiosa rivista napoletana una illuminante analisi di Raffaele Cananzi su “L’Azione cattolica italiana e politica oggi” che commenta e sostiene le affermazioni di Matteo Trufelli (suo successore ed attuale presidente nazionale dell’Aci) nell’intervista-dialogo con Gioele Anni pubblicata nel recente libro dall’Ave: “La P maiuscola. Fare politica sotto le parti”.

Adista-Segni Nuovi (n 13 del 6 aprile 2019) ospita, fra molte altre notizie e commenti interessanti, un intervento di Franco Monaco su “Papa Francesco e la ‘politica’ della Chiesa”. “Il Vangelo, in quanto riguarda la persona e la società, ha una sua valenza politica … La Chiesa fa Politica con la maiuscola …”. E conclude: “forse non è fuori luogo apprezzare in Francesco un particolare richiamo a misurare la politica sull’esigente parametro della radicalità evangelica”. Michele di Schiena (presidente onorario della Corte di Cassazione) offre un attento e severo panorama della sinistra italiana oggi, ma conclude tuttavia che “la sinistra dei grandi ideali e delle grandi lotte di emancipazione sociale è in rerum natura ed è perciò destinata a risorgere ritrovando l’identità e l’unità di cui ha estremo bisogno”.

Nell’editoriale della rivista mensile della diocesi di Milano Il Segno, il direttore Giuseppe Grampa ricorda il secondo anniversario dell’elezione di Papa Francesco e ne presenta un toccante ritratto sottolineando che “Francesco è come Francesco” (anche nell’atteggiamento verso i non credenti, gli islamici, nel dialogo fiducioso con tutti). Sullo stesso numero del mensile diocesano accanto ai testi dell’arcivescovo Delpini ci sono vari testi di laici e laiche con un dossier sull’esperienza e la testimonianza delle donne, impegnate nella famiglia, nel lavoro, nella vita ecclesiale, nell’accoglienza.

Un interessante e coraggioso articolo di Alessandro Pedrotti apre IC ItaliaCaritas di marzo. Ha per titolo “Più carcere? Meno sicurezza” e spiega come la situazione nelle carceri sia assai grave e il loro ruolo sociale sia oggi confuso e contraddittorio. Lo scorso governo non ha varato in tempo la riforma carceraria e l’attuale governo, spiega l’autorevole rivista della Caritas italiana, “l’ha svuotata di senso. Rivelando, tramite parole e atti, una cultura contraria alla funzione rieducativa della pena”. Con questa conseguenza: “così si ignora la Costituzione e si incentiva la recidiva”.

Ha per titolo Le conferenza di Ozanam la rivista della federazione italiana delle società di San Vincenzo de Paoli che esprime tutta la sua contrarietà all’attuale politica contro i migranti fin dalla copertina del primo numero del 2019: “I porti chiusi sono la negazione dei principi fondamentali della nostra civiltà”. Di fronte al problema dei migranti, scrive Alessandro Bergonzoni “è tempo di una chiamata all’amore”. E Luigi Accattoli sottolinea l’attenzione di Papa Francesco verso gli ultimi: “anche nella nostra città di Roma – ha detto quest’anno – ci sono fratelli e sorelle che, per diversi motivi, si trovano in condizioni indegne di persone umane. Penso in particolare a quelli che vivono senza dimora. Sono più di diecimila. D’inverno la loro situazione è particolarmente dura. Sono tutti figli di Dio, ma diverse forme di schiavitù, a volte molto complesse, li hanno portati a vivere al limite della dignità umana”. Lo sguardo di papa Francesco, commenta Accattoli, “è severo con le autorità, solidale con la gente comune”.

a cura di Angelo Bertani

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