19 Maggio 2019
by Giampiero Forcesi
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CHE COSA RISCHIA L’EUROPA

19 Maggio 2019

Il gesuita, presidente della Commissione delle conferenze episcopali d’Europa, Jean Claude Hollerich, «Serve un’Europa forte sui diritti umani. Noi vescovi diciamo: andate a votare» (Avvenire). Massimo Cacciari, «Patria Europa» (Espresso). Federica Bianchi, «Sarà donna. E verde» (Espresso). Romano Prodi, «L’Italia eviti l’isolamento per cambiare l’Europa» (Messaggero). Emma Bonino, «Democrazia a rischio, ma la borghesia liberale resta zitta» (Repubblica). Sabino Cassese, «Europa, le tesi di Amato» Corriere). Sergio Fabbrini, «Il riformismo è la risposta al malessere sociale» (Sole 24 ore). Amartya Sen, «Nella Ue nazioni malate» (Avvenire). Maurizio Molinari, «Che cosa rischia l’Europa» (La Stampa). Giorgio Napolitano, «No all’inganno dei sovranisti» (intervista a Repubblica). Ferruccio De Bortoli, «Le (troppe) favole sul voto» (Corriere). Attilio Geroni, «Tre ideologie in gara per la leadership» (Sole 24 ore). Mario Ricciardi, «Ma ora il Pd deve scegliere: o con i socialisti o con Macron» (Espresso). Paolo Mieli, «L’inutile guerra all’Europa potrebbe essere finita» (Corriere). Mauro Magatti, «La grande fragilità della nostra democrazia» (Corriere). Giovanni Orsina, «L’ecologia che sfida i populismi» (La Stampa). Aldo Carra, «Lo scenario mobile dell’Europarlamento» (Manifesto). Claudio Cerasa, «L’impotenza populista» (Foglio). Franco Cardini, «Il cristianesimo e l’Europa plurale» (Vita e pensiero). Paolo Balduzzi, «Il Parlamento è europeo, le leggi elettorali» (lavoce.info). Isabella Bufacchi, «Bce e Commissione, partita doppia tra Berlino e Parigi» (Sole 24 ore). Giorgio La Malfa, «Sciagurato il trentennio liberista. Torni Keynes» (intervista a Il Dubbio). Emmanuel Todd, «Scontro di civiltà, in famiglia» (intervista al Corriere). Nando Santonastaso, «L’Europa e il miracolo di Napoli e Matera» (Mattino).

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23 Marzo 2018
by Giampiero Forcesi
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I DISCORSI DI NAPOLITANO E GIACHETTI PER APRIRE LA XVIII LEGISLATURA

23 Marzo 2018

I discorsi di saluto per l’apertura dei lavori della XVIII legislatura, sia al Senato sia alla Camera, da parte di Giorgio Napolitano e di Roberto Giachetti, non sono stati puramente formali. Sono stati un contributo rilevante alla analisi del voto e hanno offerto indicazioni impegnative per un buon lavoro parlamentare. E’ stato un buon apporto (dem) all’avvio della nuova legislatura.

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4 Dicembre 2017
by Giampiero Forcesi
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ASSEMBLEA DI “LIBERTA’ EGUALE”: TONINI, CECCANTI, NAPOLITANO

4 Dicembre 2017

Dal portale di Radio Radicale si possono ascoltare tutti gli interventi della prima giornata dell’assemblea tenuta ad Orvieto il 2 e 3 dicembre: la relazione introduttiva di Giorgio Tonini sui problemi economici e il rapporto con l’Europa “Italia-Europa; agenda istituzionale per dopo le elezioni” (con un ampio commento iniziale sulla distinzione tra la sinistra riformista e la sinistra che lui chiama conservatrice, e cioè quella che ripropone l’art. 18, che Tonini giudica come la messa in latino per i clericali), la relazione di Stefano Ceccanti sui temi politico-istituzionali, la lettera-intervento inviata da Giorgio Napolitano, gli interventi di Enzo Moavero Milanesi, Benedetto della Vedova, Salvatore Vassallo, Emma Fattorini, Sergio Fabbrini, Luigi Covatta ed altri. Si possono i testi scritti della relazione di Stefano Ceccanti e la lettera di Giorgio Napolitano.

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27 Settembre 2017
by Giampiero Forcesi
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IL ‘FORGOTTEN MAN’ È ANCHE TEDESCO

27 Settembre 2017

Federico Fubini,Il ‘forgotten man’ è anche tedesco” (Corriere della Sera). Giorgio Napolitano, “La cancelliera paga scelte coraggiose, e la sinistra ha smesso di funzionare” (intervista al Corriere della Sera). Stefano Folli, “Da Berlino una lettera per Renzi sul futuro della sinistra” (Repubblica). Beda Romano, “Bruxelles teme i liberali al governo” (Sole 24 ore). Lucrezia Reichlin,Gli sconti che Berlino non farà” (Corriere della sera). Gian Enrico Rusconi, “I tre allarmi che arrivano da Berlino” (La Stampa). ALCUNE PIÙ AMPIE RIFLESSIONI: Corrado Ocone, “Socialismo scompare ovunque” (Il Mattino). Mauro Magatti, “La sfida di uno sviluppo che argini i populismi” (Avvenire). Gian Enrico Rusconi, “Rafforzare il diritto di cittadinanza” (La Stampa). Cesare Lanzetti, “Europa in cerca di un nuovo umanesimo” (Avvenire).

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7 Giugno 2017
by Giampiero Forcesi
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RENZI SOTTO L’ASSEDIO DEI PADRI NOBILI

7 Giugno 2017

Dice oggi Goffredo De Marchis su Repubblica: “Renzi sotto l’assedio dei padri nobili” (e cita Prodi, Letta, Veltroni, Napolitano…, il quale definisce “Le urne anticipate colpo alla credibilità dell’Italia”). E Stefano Folli scrive che “nell’idea di Renzi gli scissionisti dovevano essere raffigurati come un gruppetto folcloristico di nostalgici … Ma se si muovono gli ambienti del cattolicesimo democratico, allora il quadro cambia” (“I tormenti di Grillo e le grandi manovre a sinistra”). E ieri Fabio Martini su La Stampa aveva scritto“Adesso Renzi è preoccupato. Le critiche di Prodi possono aprire una diaspora elettorale”; e il Messaggero titolava: “Pd, la fronda ulivista. Pronti a lasciare Bindi, Cuperlo e Monaco”. Oggi Franco Monaco scrive su “La verità” di Belpietro che “L’ossessione di Renzi per il potere trascinerà a fondo l’Italia e il Pd”. Anche Arturo Parisi, pur dicendo di non lasciare il Pd, ha rilasciato una sconfortata intervista a Italia Oggi e parla di “Una marcia indietro di 30 anni”. E Lorenzo Dellai dice all’Avvenire che “Renzi condanna il Pd a rimanere minoranza”. Invece c’è un altro cattolico democratico che sembra più conciliante, il presidente Mattarella: Ugo Magri su La Stampa: “Ma il capo dello Stato guarda con favore all’accordo”, e Marzio Breda sul Corriere: “Il Quirinale si prepara”. Dunque è stato dato il preavviso a Gentiloni, anche se “L’ultimo miglio è pieno di incognite”, come scrive sul Corriere Francesco Verderami.

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18 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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L’EUROPA NON È FINITA

18 Marzo 2017

Timothy Garton Ash:C’è ancora vita in questa vecchia ragazza” (Sole 24 ore). Giuliano Amato (recensendo sul Sole un libro di Sergio Fabbrini): “Il coraggio di pensare un’Europa che serve”. Enrico Letta, “Je suis optimiste pour l’Europe en 2017” (Les echos). Giorgio Napolitano: “Contro i nuovi nazionalismi” (Unità). Gerardo Pelosi, “Trattati di Roma, verso un compromesso sulla Ue a due velocità” (Sole). Ernesto Galli Della Loggia, “L’illusione dell’Europa flessibile” (Corriere della sera). Adriana Cerretelli, “Aspettando Parigi” (Sole). Leonardo Becchetti, “La missione di ricostruire” (Avvenire). Danilo Taino, “L’Europa non è finita: Macron con Habermas” (Corriere della Sera). Alessandro Alviano, “Merkel e l’alleanza con il francese Macron” (La Stampa). Salvatore Vassallo, “La soluzione danese” (Unità). Paolo Mastrolilli: “Trump-Merkel, duello sui migranti” (La Stampa). Frans Timmermans (vicepres. Ue): “Un patto Roma-Berlino per l’emergenza profughi” (intervista a La Stampa).

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11 Febbraio 2017
by Giampiero Forcesi
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IL NUOVO PRODI È PISAPIA? OPPURE ANDREA ORLANDO? O RENZI RISALIRÀ?

11 Febbraio 2017

Il nuovo Prodi è Pisapia. Solo con lui si torna a vincere”, così Gad Lerner a Il Fatto. Sergio Chiamparino scrive al Corriere della Sera: “Matteo accetti il congresso. La bocciatura al referendum non si può rimuovere”. Roberto Speranza al Corriere: “Scissione, il rischio resta se il congresso è una gara lontano dai guai dell’Italia” (e alla Gazzetta del Mezzogiorno racconta: “Finita l’onda-Renzi, questo il partito che sogno”). Dino Martirano, sempre sul Corriere: “Legge elettorale: la babele nel Pd”. Ma la babele nel Pd va oltre la legge elettorale, come racconta Natalia Lombardo sull’Unità: “Urne, congresso primarie: la sfida nel Pd”. Per Laura Cesaretti, su Il Giornale, “Napolitano trama nell’ombra e arruola Orlando e Franceschini per la battaglia contro l’ex premier”. E Emanuele Macaluso, in un’intervista a Il Giorno, dice: “Il Pd di Matteo è finito. Lo sfidante? Orlando”. Vede nero anche Michele Salvati in un colloquio con il Foglio: “Salvati, il teorico del Pd: ‘la situazione è dura, non sono ottimista’”. Lina Palmerini sul Sole 24 ore anche racconta “La guerriglia dei renziani a Padoan sulle tasse”. E Renato Mannheimer sul Giornale annota che, comunque, “Otto italiani su dice bocciano Gentiloni”. Quanto alla legge elettorale, Michele Ainis su Repubblica sostiene che la Consulta non ha impedito affatto che si possa votare subito con le leggi vigenti (“Il grande malinteso sulla legge elettorale”) e Marco Olivetti su Avvenire dice che la Consulta ha rimesso la questione nelle mani della politica (“Politica senza alibi”).

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2 Febbraio 2017
by Giampiero Forcesi
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SE IL PROPORZIONALE PUÒ INDURRE AD ATTEGGIAMENTI MENO DIVISIVI

2 Febbraio 2017

Antonio Floridia, sul Manifesto, spiega come il sistema quasi proporzionale con cui probabilmente si voterà stimola i partiti  a cercare convergenze e a chiarire agli elettori con chi sono disposti a governare (“Aggiornate i calcoli. Il proporzionale cambia tutto”). “Rivincita contro rancore” così Stefano Folli su Repubblica interpreta l’animo che guida oggi l’azione politica di Matteo Renzi e quella di Massimo D’Alema, a vantaggio dei 5 Stelle (“Renzi e la prevalenza di Grillo”). In un’intervista al Corriere Enrico Mentana è tranchant: “Renzi bullo, e non fa più sognare”. Michele Emiliano: “Matteo non è più il nostro leader. Così il partito è morto” (intervista al Corriere della Sera). Anche il ministro Carlo Calenda dice: “Paese a rischio con le urne a giugno” (intervista al Corriere). E Giorgio Napolitano: “Il voto ora non è da paese civile” (Carmelo Lopapa, Repubblica). L’editoriale di Antonio Polito sul Corriere della Sera è ugualmente severo col pressapochismo della politica italiana di questi giorni: “Il rischio di una altro big bang”. Così pure Biagio De Giovanni sul Messaggero: “I partiti a pezzi nel paese che non cresce e perde identità”. Mauro Magatti su Avvenire chiama tutto il Paese a un “Tempo di svolta”. Un parere a favore dell’operato del passato governo Renzi viene dal deputato Pd Daniele Borioli che su Appunti Alessandrini scrive: “Renzi, il riformismo della cittadinanza”. In difesa di Renzi anche Dario Parrini sull’Unità: “Non si può stare dentro il Pd e lavorare a spaccarlo”. Mario Dogliani sul sito del Centro per la riforma dello Stato riflette sul dopo referendum: “Siamo sicuri che l’Italia abbia, oggi, una vera costituzione?”.

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4 Ottobre 2016
by Giampiero Forcesi
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REFERENDUM. “LA REPUBBLICA” IN SUBBUGLIO

4 Ottobre 2016

Mario Calabresi, direttore di Repubblica, dopo le molte polemiche sull’editoriale domenicale di Eugenio Scalfari, spiega quale ruolo ha e avrà il giornale di fronte alla scadenza del referendum costituzionale: “Referendum, se il confronto chiude il ring”. Sempre su Repubblica, Salvatore Settis scrive una lettera a Giorgio Napolitano, rivolgendogli tre domande (“La riforma ricalca quella di Berlusconi”); e Giorgio Napolitano risponde, solo in parte e con una certa asprezza (“I confini del premier non sono dilatati”); vi è anche una replica di Nadia Urbinati a Scalfari sul tema del nesso oligarchia/democrazia (anch’esso presente nel citato editoriale domenicale): “Potere concentrato e potere diffuso”. Come Calabresi, anche Massimo Franco sul Corriere teme che la polemica referendaria paralizzi e spacchi il Paese: “Il pericolo di allontanare gli elettori alzando i toni”. Così pure Il Sole 24 Ore, con un editoriale di Montesquieu: “Il senso delle istituzioni prevalga nel day after”. Carlo Smuraglia (Anpi) sul Manifesto: “Senza regole in Tv vince Renzi”. L’Unità riproduce un intervento di Adriano Sofri uscito sul Foglio: “Il referendum, Renzi e i voti di destra”. E Marco Demarco racconta “Il Sud del No alla riforma” (Corriere della sera). Sull’Avvenire Vannino Chiti scrive: “Costituzione, 4 buoni motivi per votare Sì”.

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15 Settembre 2016
by Giampiero Forcesi
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EUROPA: IL DISCORSO DI JUNCKER, E QUELLI DI DRAGHI, NAPOLITANO, DELORS …

15 Settembre 2016

Pareri molto diversificati sul discorso di Juncker  (Jean-Claude Juncker, “Ripartire dai fallimenti”, Unità) alla vigilia del Vertice di Bratislava (Marco Piantini,Il vertice di Bratislava”, Unità): Giuseppe Berta, “Juncker, volto mite dell’Europa in bilico tra spinte contrapposte” (Secolo XIX); Franco Venturini, “Lo sforzo di Juncker: guadagnare tempo, evitare scosse” (Corriere della Sera);  Alberto Quadrio Curzio, “L’Europa del ‘fare’ può rilanciare l’Europa” (Sole 24 Ore); Alberto Lucarelli, “Da Spinelli a Juncker: opposte mappe genetiche” (Manifesto); Giulio Sapelli,La tecnocrazia che uccide la UE” (Mattino); Sergio Cofferati,Discorso modesto, così non si cambia” (Manifesto); Umberto De Giovannangeli, “Non servono le buone intenzioni” (Unità). E POI ALCUNI PRECEDENTI INTERVENTI AUTOREVOLI SULL’EUROPA: Mario Draghi, “L’Europa deve rispondere ai bisogni e ai timori dei cittadini” (Sole 24 Ore); Giorgio Napolitano, “L’Europa da De Gasperi a Draghi” (Unità); Jacques Delors, “Il benessere del pianeta torni al centro dell’Europa” (Repubblica). Paolo Savona, “Serve un equilibrio tra democrazia, stati e mercato” (La Stampa). Guido Viale, “Riconquistare autonomia monetaria” (Manifesto).

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