16 giugno 2017
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SU MACRON FILOSOFO E LA SVOLTA IN FRANCIA

16 giugno 2017

Sul sito del Centro per la riforma dello Stato un articolo di Simone Furzi sulla figura intellettuale del nuovo capo dello Stato francese, già assistente di Paul Ricoeur e ora al vertice della République (“Macron, profilo del filosofo-presidente”). Su Le Monde Pierre Rosanvallon è intervistato sul significato della vittoria di Macron in Francia: “L’élection de Macron redéfinit le clivage droite-gauche”.

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26 maggio 2017
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UNA POLITICA POCO TRASPARENTE

26 maggio 2017

Dice Massimo D’Alema al Corriere della sera: serve “Un partito unico a sinistra. Renzusconi  tira la volata a Grillo”. Ezio Mauro su Repubblica commenta criticamente gli sviluppi del dibattito politico sulla legge elettorale e sulla Rai: “I tre tavoli di Renzi e Berlusconi”. Luigi Di Maio, intervistato dal Messaggero: “Premio di governabilità al primo partito”. Lorenzo Dellai scrive all’Avvenire: “Se la politica si fa mosaico di solitudini”. Michele Prospero sul Manifesto: “Sinistra, prima l’identità poi le alleanze”. Sulla questione dei voucher un intervento di Stefano Ceccanti: “Voucher, due interrogativi” (Quotidiano nazionale). Su Libero Elisa Calessi ironizza: “Il governo spera di cadere sui voucher”. Sulla decisione del Tar del Lazio in merito a cinque direttori dei musei italiani i pareri sono opposti: “Fermiamo la dittatura del cavillo” dice Luigi La Spina su La Stampa; “Ormai sono insostenibili i costi del tempo perduto” dice Sabino Cassese al Messaggero; per Claudio Cerasa sul Foglio si tratta de “L’immobilismo dell’Italia del Tar West”; ma “La vera dimenticanza è stata del Parlamento” dice Marcello Clarich sul Sole 24 ore.  E Tommaso Montanari polemizza: “Un ministro fai da te arrogante e pasticcione” (Manifesto).

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26 maggio 2017
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“Sergio Paronetto. Intellettuale cattolico e stratega dello sviluppo”

26 maggio 2017
di Luigi Giorgi

 

Il libro di Tiziano Torresi, “Sergio Paronetto. Intellettuale cattolico e stratega dello sviluppo”, edito da “Il Mulino” (pp. 490), ha due indubbi meriti: il primo quello di fornirci un affresco importante di tutto l’arco dei movimenti giovanili cattolici italiani compresi nei difficili tornanti del primo dopoguerra, dell’avvento del fascismo, della Resistenza e del secondo dopoguerra; il secondo quello di tratteggiare una figura importante come quella di Sergio Paronetto, colto nel suo essere credente, impegnato nell’associazionismo cattolico, e studioso delle dinamiche sociali ed economiche legate allo sviluppo del Paese, attraverso il suo lavoro presso l’IRI.

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22 maggio 2017
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I cattolici democratici nella storia e nel futuro della Repubblica

22 maggio 2017
di Giampiero Forcesi

 

Il 20 maggio il Circolo “Il Borgo” di Parma e la Rete nazionale c3dem hanno organizzato un convegno, con la partecipazione di Lino Prenna, Guido Formigoni, Rosy Bindi e Pierluigi Castagnetti. Ne diamo un ampio resoconto (e qui il link allaudio integrale)

 

Il Circolo culturale “Il Borgo” ha festeggiato i suoi 40 anni di vita organizzando, nella sua città, a Parma, un convegno su “i cattolici democratici nella storia e nel futuro della Repubblica”, in collaborazione con la Rete nazionale c3dem, a cui aderisce fin dalla nascita della rete, nel 2011. Sabato 20 maggio nella sala dell’Auditorium “Mons. Bonicelli”, presso il Centro pastorale diocesano “Anna Truffelli”, ha aperto i lavori, davanti a una settantina di partecipanti, il nuovo presidente de “Il Borgo”, Giuseppe Giulio Luciani. Con due richiami: a Romano Prodi, che di recente, proprio in un incontro della rete c3dem, aveva lamentato la pochezza oggi di cultura politica e di dibattito, e a papa Bergoglio, che  più volte richiama il primato del tempo sullo spazio, e cioè il primato dello sguardo lungo, della prospettiva.

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16 maggio 2017
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I CONFINI DELLA TOLLERANZA

16 maggio 2017

“Non è tollerabile che l’attaccamento ai propri valori, seppure leciti secondo le leggi vigenti nel paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante”. Così si legge nella sentenza (qui il testo) con cui la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un indiano Sihk condannato da un tribunale italiano per essersi rifiutato di rinunciare a portare indosso un pugnale simbolo della propria confessione religiosa (“Migranti, sentenza sui doveri”, Ilaria Sacchettoni, Corriere della sera). I commenti, su Repubblica, di Chiara Saraceno (“Si chiama civiltà l’obiettivo comune”), di Cesare Mirabelli (“Principio giusto, ma è un crinale molto pericoloso”) e di Emma Bonino (“Le nostre leggi sono i confini della tolleranza”). Giuliano Pisapia, su Repubblica, critica con garbo alcuni aspetti dei recenti decreti legge su migrazioni e sicurezza: “La sinistra riscopra la sicurezza dei diritti“.  Un commento di Tonino Perna sul Manifesto all’arresto dei gestori del centro di accoglienza per migranti di Capo Rizzuto (“Migranti, falsità e razzismo”), e quello di Giovanni Moro sul Quotidiano nazionale (“Basta con le megacooperative: fanno solo affari”).

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15 maggio 2017
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ITALIA, L’ANELLO DEBOLE

15 maggio 2017

Mauro Magatti, sul Corriere, prova a dire quali sono “I valori su cui scommettere nel disordine delle ideologie”. Sempre sul Corriere Dario Di Vico si guarda intorno e constata: “La classe operaia va a destra”. Guardando alla crisi del lavoro e alla robotizzazione Maurizio Molinari su La Stampa sostiene però che “C’è un nuovo laboratorio in Occidente”. Sul Manifesto Gianandrea Piccioli propone “Più che un partito esperienze sociali alternative”.  Invece, ancora sul Manifesto, Antonio Floridia dice: “Contro il richiamo al voto utile una lista unitaria di sinistra”. Silvio Berlusconi, a colloquio con Claudio Ceresa sul Foglio: “Il mio manifesto anti-populista”. E Claudio Cerasa ritorna ancora “Sull’incapacità della nostra classe dirigente di reagire alla minaccia populista”. In Germania la Merkel vince ancora e Andrea Bonanni, su Repubblica, chiarisce qual è “Il messaggio di Berlino”. Eppure Angelo Panebianco, sul Corriere, invita a vedere “L’occasione europea dell’Italia”, e in fondo lo stesso dicono Galli Della Loggia e Roberto Esposito (“Due Europa per salvare l’Europa”). Ma a condizione che l’Italia migliori se stessa, come prova a fare la Francia secondo Sylvie Goulart, intervistata dal Corriere: “Oggi con Macron cambieremo la Francia”. Cioè che non continui ad essere, come scrive Marco Damilano sull’Espresso, “L’anello debole”.

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